La madre di un bimbo autistico «Abbandonati da Comune e Asl»
La donna racconta l’evoluzione della malattia dal 2016 ad oggi: «Mio figlio peggiora sempre più Da mesi siamo in attesa per la riabilitazione ma ci serve anche l’assistenza domiciliare»
ROSETO. «Non ce la facciamo più. Nostro figlio da tre anni ha una forma di autismo grave, e né la Asl né il Comune ci supportano». A denunciare la situazione è C.G., madre di un bambino autistico di 6 anni, che da 3 anni combatte per assicurare al proprio figlio l’assistenza di cui ha bisogno, ma per il momento è costretta ad affidarsi a strutture private, con tutte le limitazioni del caso e con costi gravosi da sopportare.
In realtà già nel 2015 sono comparsi i primi sintomi della malattia, ma solo nel 2016 gli è stata riconosciuta una forma di “spettro autistico grave”, con la madre del bambino che già tre anni fa andò in Comune per richiedere l’assistenza domiciliare (tre ore settimanali), non ottenendo però nulla. «Sono tre anni che attendo», dice C.G., «e la situazione di nostro figlio, purtroppo, si aggrava sempre di più. E' dura e abbiamo bisogno di supporto. Noi per fortuna riusciamo ad affidarci ai privati senza problemi, anche se loro possono arrivare fino a un certo punto, ma ci sono famiglie che non si possono permettere questo e sono in condizioni anche peggiori. Ne conosco una a Roseto, ma ce ne sono tante altre in tutta la provincia».
La Asl dovrebbe dare al bambino l’assistenza sull’aspetto della riabilitazione, che attualmente il bambino fa in strutture private ma le ore non sono sufficienti, e la famiglia è in lista d’attesa, da mesi, per entrare in un centro specializzato del Teramano, mentre il Comune di Roseto dovrebbe provvedere ad assegnargli l’assistenza domiciliare. C.G. ha riprovato in questi giorni a tornare in Comune per richiederla. «Ho parlato con l’assistente sociale del Comune», precisa C.G., «mi ha detto che ora devo portare il modello Isee, ma non vorrei attendere di nuovo altri tre anni. Noi facciamo davvero di tutto per assicurare a nostro figlio tutto ciò di cui ha bisogno, ma spesso è dura. E poi vorrei aggiungere un aspetto: siamo andati a Pescara tre anni fa da un neuropsichiatra infantile, che ha rilasciato un programma diagnostico-terapeutico troppo generale e poco specifico, perché parla di trattamento riabilitativo plurimo e globale, intensivo e continuativo, finalizzato allo sviluppo di competenze comunicativo-relazionali e psicomotorie-cognitive. Cosa significa in sostanza?».
Una situazione dunque pesante per la famiglia, che necessita dell’aiuto delle istituzioni. Dal Comune di Roseto fanno sapere che, appena arriverà il modello Isee, il bambino sarà immediatamente inserito nelle liste d’attesa, dopo di che si dovrà attendere qualche settimana per avere la risposta definitiva. «Io adesso sto prendendo una seconda laurea in scienze sociali», conclude C.G., «anche per approfondire la situazione di mio figlio».
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