La madre di un bimbo autistico «Solo parole e pochi sostegni»

ROSETO. «Mi dispiace che oggi non sia più il 2 aprile ma vi metto davanti cosa comporta avere una disabilità del genere in casa». E’ stanca Claudia Guizzardi, rosetana, madre di Daniele, 8 anni,...
ROSETO. «Mi dispiace che oggi non sia più il 2 aprile ma vi metto davanti cosa comporta avere una disabilità del genere in casa». E’ stanca Claudia Guizzardi, rosetana, madre di Daniele, 8 anni, autistico grave con problematiche comportamentali. Due giorni fa in tutto il mondo, e in tante città italiane, si è celebrata la giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo con nastri blu, palloncini e cartoni animati a tema: Claudia giudica tutto ciò una presa in giro se poi, oltre alle parole, non si dà un aiuto concreto a queste famiglie. Tante iniziative, ma nel territorio comunale di Roseto nulla. «Il Comune di Roseto non ha organizzato nulla», continua Guizzardi, «perlomeno si è mostrato coerente con la sua insipienza più totale in questi anni. Nel corso del 2019 abbiamo ottenuto le 3 ore risicate di assistenza domiciliare alla settimana (elemosina) solo grazie alla stampa locale e nazionale. Lo stesso, solo nel 2019, dopo la diffida da parte dell'avvocato Giovanni Legnini, Daniele è stato finalmente preso in carico da una struttura convenzionata Asl per fare terapie. Indovinate quante ore sono a settimana? Solo sei. Per un bambino che ha crisi devastanti per sé e per gli altri è troppo poco». Guizzardi si sente abbandonata dalle istituzioni e dalla società. «Per tutti voi questi sono giorni di festa. Sapete invece cosa sono per noi? Tragedia. Completa solitudine», aggiunge, «quando sono sola io non posso nemmeno andare al bagno perché nel frattempo mio figlio potrebbe arrampicarsi e cadere, scappare di casa e tutto ciò che ogni madre prospetta nei suoi peggiori incubi. Mi dispiace se vi dico che mio figlio non è speciale ma è un impegno troppo gravoso per una famiglia». Durante il lockdown dello scorso anno Daniele è regredito acuendo le sue già severe problematiche comportamentali e la madre ha sviluppato disturbi di attacchi di panico . «La nostra fragilità è aumentata mentre i sostegni sono sempre gli stessi», conclude Guizzardi, «solo parole come “Forza” o “Si faccia coraggio” da gente che non conosce né me, né mio figlio, oppure lo vede per 10 minuti una volta al mese. Invece di mettere in campo risorse ad hoc per maggiore assistenza oppure per strutture di sollievo che in Abruzzo non esistono».(l.v.)
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