La maggioranza: «Teatro, accuse sterili»

1 Agosto 2024

Replica all’opposizione sulla commissione d’inchiesta negata: «Nessuna irregolarità grave nella procedura per i lavori»

TERAMO . Alle accuse e all’annuncio di azioni legali, con esposti pronti a partire verso Procura e Corte dei conti, da parte dell’opposizione, replicano i consiglieri di maggioranza. Il teatro comunale continua a scaldare gli animi: la minoranza in una conferenza stampa aveva criticato il “no” del consiglio alla commissione di indagine per approfondire il caso legato alla sentenza del Tar e all’accordo raggiunto dal Comune col negozio “Sottosopra” (per 400mila euro) per liberare i locali al pianterreno dell’edificio per avviarne la riqualificazione. Ieri i gruppi di maggioranza, in una nota congiunta, hanno così ribattuto.
«Non possiamo permettere ai protagonisti della stagione più buia della città di Teramo, i cui danni scontiamo ancora oggi, soprattutto economicamente, di fare a noi la morale. Non lo permettiamo specie per via del fatto che loro stessi hanno perso diverse cause al Tar proprio per mancata trasparenza degli atti, a differenza di questa amministrazione che mai ha subito uno smacco del genere. L’opposizione, ingenuamente, con queste sterili polemiche, gonfiate ad arte in maniera strumentale, mette in mostra la natura strategico-politica dietro a questa “querelle”, forse dovuta all’invidia nei confronti di chi, per la prima volta in più di 60 anni, riesce a mettere mano a una struttura distrutta per interessi commerciali, contro la vocazione culturale di una città, la quale nel giro di questo mandato consiliare vedrà un teatro funzionante e finalmente fruibile». La maggioranza ricorda che le commissioni d’indagine possono essere costituite «su richiesta motivata o a seguito di segnalazione di gravi irregolarità effettuata dal collegio dei revisori dei conti o dal difensore civico regionale» che non ci sono state, sottolineando come i tempi stringenti del Pnrr abbiano indotto a trovare un accordo col privato «che equivale ad appena il 6% circa di quanto richiesto dalla controparte».
Sempre dalla maggioranza, ma fuori dalla nota dei gruppi di maggioranza, dice la sua il consigliere Andrea Core (gruppo misto), che da assessore aveva seguito il progetto del teatro: «L’opposizione la smetta di porsi come pubblica accusa in aula di tribunale: candidarsi significa assumersi responsabilità politiche. Questa maggioranza lo ha sempre fatto, mentre dall’opposizione arrivano solo minacce di ricorsi alla magistratura. Sul teatro c'è già una sentenza del Tar. Ci sono stati giudici che non hanno ritenuto di dover inviare atti ad altri organi giudiziari e invece questa opposizione pensa di farlo. Cosa dovrebbe accertare una commissione di indagine più di quanto fatto da un giudice? Stiamo restituendo alla città un teatro vero, cosa che da decenni nessuno ha voluto o saputo fare». (v.m.)
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