La maggioranza è appesa a un filo

Il consiglio approva il bilancio, ma Filipponi (Pd) avverte Mastromauro: «Non ci sono le condizioni per andare avanti»
GIULIANOVA. Alla fine il bilancio consuntivo, pur se trattato largamente e comunque approvato, è passato in secondo piano per lasciare spazio ad argomenti giudiziari e politici. Non poteva essere ignorata l’operazione Castrum con gli otto arresti per le presunte tangenti al Comune di Giulianova. Hanno colpito, nella fase degli interventi, le parole di Gabriele Filipponi, consigliere e segretario comunale del Pd, che ha definito quello attuale un «momento particolare. Siamo chiamati a governare la città, ma oggi esiste una difficoltà per la maggioranza. Si colgono problemi di natura politica e non possiamo far perdere ulteriore tempo e sviluppo ai giuliesi. Mancano le condizioni per andare avanti». Altrettanto duro l’intervento del capogruppo Pd Federica Vasanella: «Non siamo soddisfatti per come vanno le cose. Occorre cambiare. Non legheremo comunque la sopravvivenza dell’amministrazione a fatti giudiziari». All’inizio della discussione c’è stato l’intervento del sindaco Francesco Mastromauro che ha esordito parlando di «una pagina gravissima che offende e ferisce la cittadinanza tutta. La magistratura dovrà accertare le responsabilità penali dei soggetti coinvolti». Parlando del consuntivo il sindaco ha dichiarato che lo strumento presenta dei risultati positivi con un avanzo di amministrazione di 6,5 milioni di euro di cui 377 mila euro immediatamente disponibili. Il conto economico presenta un utile di 144 mila euro. Mastromauro ha ricordato il pagamento nel corso del 2016 di importanti debiti fuori bilancio (esproprio parco Franchi e terreni di via Ippodromo, ambito sociale e trasporti) e che l’amministrazione ha rispettato i vincoli di legge. Franco Arboretti (Cittadino Governante) ha attaccato il sindaco ricordando che la legge impone il ruolo dell’indirizzo e del controllo, giudicando Mastromauro «inadeguato politicamente». Anche il consigliere Fabrizio Retko (Linea Retta) si è scagliato contro Mastromauro chiedendo lumi sui saldi attivi e passivi verso le partecipate Giulianova Patrimonio e Julia Servizi che non sarebbero in linea. Margherita Trifoni (M5S) ha ricordato la breve esperienza da assessore all’urbanistica e il suo defenestramento legato al mancato accordo sulla lottizzazione del Lido delle Palme, uno degli elementi su cui si basa l’inchiesta Castrum. Dal canto suo Lorenzo Di Teodoro (Articolo 1) ha difeso l’azione dell’amministrazione accusando chi vuole fare leva sulla questione giudiziaria per delegittimarla. Gianluca Antelli (Giulianova Rinasce) ha messo il dito nella piaga ricordando che il sindaco è ormai abbandonato da componenti della maggioranza. Critica Anche Laura Ciafardoni (Fi-Ncd) come pure Luigi Ragni (Civicamente). Alla fine il consuntivo è passato con 9 voti favorevoli (Articolo 1, Pd e sindaco). Tutti gli altri sono usciti dall’aula.
Alfonso Aloisi
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