La mamma: «Non dice tutto quello che sa»
I genitori sono convinti che la figlia non si sia uccisa. C’è anche un’inchiesta per pedopornografia
TERAMO. Prima di essere mille altre cose questa è la storia di due genitori che non si arrendono. Perchè Meri Koci e suo marito Luciano al suicidio della loro figlia Giulia non hanno mai creduto. E anche oggi che le due inchieste delineano scenari diversi, M;eri continua a ripetere che il giovane della Panda rossa non dice tutto quello che sa. «Perchè non ha parlato il giorno?». E’ convinta che le due inchieste possano trovare punti in comune. «Giulia non voleva suicidarsi», dice mamma Meri che in questo anno ha continuato a lanciare appelli sui giornali e in televisione, «voleva andare a Londra dalla sorella, sognava un futuro e quella sera doveva incontrare qualcuno. Per fare cosa? Era il giovane della Panda rossa?». Perchè di una cosa i genitori di Giulia sono sicuri: ci sono persone che sanno qualcosa di quella sera e che non parlano.
E in questi mesi mamma Meri ha messo insieme ipotesi e certezze: ha scandagliato il profilo Facebook di amici e conoscenti di Giulia, ha incontrato e parlato con tutti, ha ricostruito spostamenti e testimonianze riempiendo vuoti con la logica. «In un ultimo messaggio che Giulia ha mandato alla sorella diceva che aveva paura», continua Meri, « a questo punto voglio sapere di che cosa potesse avere paura mia figlia. E più vado avanti e più sono certa che c’è qualcuno che mente, che non dice la verità su quella sera e su quella notte. Come si fa a suicidare una ragazza che metteva da parte soldi per andare a Londra dalla sorella, che nel suo diario scriveva di quanto le sarebbe piaciuto scrivere un libro? Giulia sognava un futuro e chi pensa al futuro non può decidere di uccidersi». No, Meri e suo marito Luciano non si arrendono.(d.p.)
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