La mammografia? Ripassi a fine settembre

Il Cup dell’ospedale fissa l’esame tra nove mesi, protesta la figlia di un’anziana affetta da neoplasia
GIULIANOVA. Per effettuare una mammografia deve attendere il 28 settembre del 2017, giorno del primo posto libero. Una risposta che ha lasciato interdetta A.L., 42 anni, figlia di M.M. di 76 anni, la donna che dovrà sottoporsi all’esame radiologico. A.L. si è recata al Cup (Centro unico prenotazioni delle prestazioni sanitarie) dell’ospedale di Giulianova per effettuare la relativa richiesta. La stessa A.L., tra l’altro abbastanza sorpresa e forse anche un po’ indignata per la data assegnatale, ha commentato: «Ma come può una persona già affetta da una neoplasia mammaria attendere tutto questo tempo per verificare se e come la malattia ha avuto un decorso positivo o negativo? Se c’è stata una accelerazione o meno della stessa? Ritengo non sia giusto da parte della nostra organizzazione sanitaria fornire delle risposte non in linea con le esigenze dei cittadini che vengono oggi chiamati ad affrontare dei grossi sacrifici per colpe non loro».
Il controllo periodico e costante è una delle prime regole dettate dalla lotta ai tumori ed alla loro prevenzione. E’ la prima raccomandazione da parte dei medici che consigliano lo screening già dopo i trent’anni. Al riguardo i sanitari del settore consigliano di intensificare la prevenzione con l’avanzare dell’età. Principi a quanto pare smentiti dai fatti. A.L. ha confessato che in passato ha sempre avuto prenotazioni in tempi accettabili. Ora però tutto sembra cambiato e ciò non potrà che andare a vantaggio di altri soggetti privati. Infatti A.L. così conclude: «Mia madre è esente dal pagamento del ticket per problemi di salute, ma sarà costretta ad effettuare gli accertamenti a pagamento totale degli esami. Dire che tutto ciò rappresenta uno schifo è poco e credo comunque che dovremo rassegnarci a trattamenti del genere».
La 42enne dice anche che la sua protesta non è solo per il trattamento ricevuto dalla madre, ma anche per tante altre persone che probabilmente preferiscono tacere o addirittura si rassegnano affidandosi alla buona sorte.
Alfonso Aloisi
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