La minoranza accusa: «Amministrazione fallimentare»

PENNA SANT’ANDREA. «Cinque anni di amministrazione Serrani fallimentari da più punti di vista»: così, in una nota, il gruppo di minoranza “ConSenso Comune” di Penna Sant’Andrea dove a giugno si torna...
PENNA SANT’ANDREA. «Cinque anni di amministrazione Serrani fallimentari da più punti di vista»: così, in una nota, il gruppo di minoranza “ConSenso Comune” di Penna Sant’Andrea dove a giugno si torna al voto. Il gruppo di minoranza, guidato dal consigliere e candidato sindaco alle scorse elezioni del 2019 Nicola Salini, denuncia «un aumento spropositato dei debiti, situazione di cassa ai limiti del mantenimento dei servizi minimi, programmazione disattesa, non condivisione della vita associativa che da sempre domina lo scenario del nostro meraviglioso borgo, modi di agire per prassi e difficoltà nella lettura delle norme e regolamenti». Secondo il gruppo di minoranza «per terminare al meglio il proprio mandato, la maggioranza a guida Serrani, non è stata nemmeno in grado di gestire le convocazioni dei consigli comunali in cui erano in ballo la definizioni di tematiche fondamentali per la sopravvivenza, in termini finanziari, del Comune di Penna, come l’approvazione del bilancio di previsione per le prossime tre annualità e gli importi delle tasse che i cittadini dovranno pagare, in una situazione debitoria che non ha avuto precedenti nella storia del paese. Difatti, in due occasioni consecutive il consiglio comunale è saltato per via di una gestione non curata delle modalità e dei tempi di convocazione e per una approssimazione nella predisposizione di provvedimenti amministrativi, talvolta incompleti o deficitari di elementi essenziali». E così conclude la nota della minoranza: «Ci auguriamo che tutto ciò possa trovare la parola fine in occasione delle prossime elezioni amministrative di giugno, affinché Penna, Val Vomano e tutte le frazioni, tornino a vivere in un clima di vicinanza, rispetto, gentilezza, condivisione e capacità amministrativa che si tradurranno in miglioramento del benessere collettivo».

