«La mobilità passiva resta un problema»

1 Febbraio 2019

Di Matteo (Movimento Val Vibrata-Laga): solo uno spot elettorale quello della Cgil sull’ospedale

VAL VIBRATA. «La mobilità passiva verso le Marche e verso le cliniche private resta un problema: basta scarica-barile e basta spot elettorali per il centrosinistra sugli ospedali di Sant’Omero e Giulianova». A tornare sul tema della sanità è Domenico Di Matteo, in qualità di presidente del Movimento civico Val Vibrata - Monti della Laga, che attacca duramente soprattutto la classe politica che ha governato la Regione negli ultimi anni e i suoi candidati, ma anche la Cgil, che nei giorni scorsi, con Antonio Macrillante, ha parlato di «ospedale di Sant’Omero risorto». Commenta Di Matteo: «Negli ultimi anni si è lavorato per ridurre i servizi dell’ospedale di Sant’Omero, nonostante questo sia di “frontiera”, facendo venire il sospetto che lo si volesse spingere verso la chiusura. Nel presidio si vive infatti la carenza di personale, mentre c’è chi ha vinto il concorso per lavorare qui ma è stato poi spostato a Teramo; la risonanza magnetica di cui si è tanto parlato non è ancora attiva; il terzo piano è chiuso da tempo; c’è la necessità di un reparto ben attrezzato per i fruitori del day hospital oncologico. A Giulianova, invece, l’immagine dell’ospedale è quello di una struttura fantasma, con reparti chiusi e disservizi. Tutto questo non fa che aumentare i disagi per le fasce deboli della popolazione e la mobilità passiva verso le cliniche private e verso gli ospedali dell’Ascolano».
Aggiunge Di Matteo tornando sul tema più di attualità: «A questa situazione si è aggiunto il caos informatico che vive l’intera Asl di Teramo da una settimana, con gravi disagi per il personale degli ospedali e per quelli dei distretti locali, ma soprattutto per i cittadini, che per prenotare prestazioni urgenti si sono dovuti, appunto, rivolgere a strutture private o fuori regione, con grave danno di immagine per la sanità abruzzese. I disagi sono stati ridotti solo grazie all’impegno del personale medico e non, che è arrivato anche a scrivere referti a mano. È assurdo che la Regione Abruzzo non abbia un sistema di sicurezza per i suoi sistemi informatici: poteva succedere ovunque in regione, è successo proprio nella provincia di Teramo, che vive fortemente il problema della mobilità passiva». Quindi l’appello: «Mi auguro che chi vincerà le elezioni regionali punterà forte sugli ospedali della Val Vibrata e di Giulianova».
Luca Tomassoni
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