«La montagna teramana muore nell’indifferenza della politica»

Il sindaco di Crognaleto: «Nessun aiuto per le stazioni sciistiche in agonia, se tornano neve e blackout siamo punto e a capo, i servizi ce li tagliano e la gente va via. Cosa aspetta D’Alfonso a intervenire?»
CROGNALETO. «Leggendo la pagina del Centro sui politici aquilani che litigano per i soldi che devono andare a Roccaraso piuttosto che a Ovindoli o Campo Imperatore, non ce l’ho fatta più». Il sindaco di Crognaleto Giuseppe D'Alonzo spiega così perché ha deciso di fare quella che chiama «una riflessione ad alta voce», ma che in realtà è un durissimo atto d’accusa alle istituzioni, sulla sorte della montagna teramana. «Leggendo quella pagina», dice, «ho avuto conferma che l'Abruzzo viene inteso a pezzi: positivi e negativi. Si pensa a Roccaraso, dove ci sono stati fondi importanti del Masterplan, o a posti baciati da Dio come Ovindoli e Pescasseroli, e non si pensa che la stazione sciistica di Prati di Tivo sta morendo, quella di Prato Selva è già morta e addirittura negli ultimi giorni non è stata neanche pulita la strada per i Prati. Tutto questo senza che alcuna istituzione si preoccupi di un pezzo d'Abruzzo in declino totale».
DOPO LE CALAMITÀ. Il discorso di D’Alonzo non è limitato al turismo montano e agli impianti che lo permettono. «In questa zona siamo stati bistrattati da neve e terremoto», dice, «ma scontiamo anche un degrado e un abbandono che vengono da lontano. Pensiamo all’emergenza neve: siamo ancora fermi al 18 gennaio, noi sindaci dopo quei terribili giorni avevamo reclamato e chiesto che quantomeno le comunicazioni migliorassero. Ebbene, ad oggi qui non c'è ombra di connessione sia satellitare che con fibra ottica e, anzi, adesso non vediamo più neanche i canali tv privati. Ovvero: se dovesse riproporsi un’emergenza neve con conseguente blackout, torneremmo a dov’eravamo nel gennaio scorso. Io per il mio comune mi sono attrezzato con una turbina, questa è l’unica cosa in più che ho».
IL CASO PRATI. Il sindaco di Crognaleto si concentra poi sul caso dei Prati di Tivo: «Vedo che litigano pezzi d'Abruzzo dove le risorse sono arrivate, poi ai Prati non si sa ancora se si apre o no. Su questa vicenda dei Prati bisogna metterci le mani, c'è la necessità di prendere in mano la situazione e quel qualcuno non può essere il sindaco, ma evidentemente la Regione. Può essere che a nessuno venga in mente di fare un comprensorio sciistico dei due versanti del Gran Sasso, collegando Prati di Tivo e Prato Selva con Campo Imperatore e mettendoci dentro anche il lago di Campotosto? E non mi vengano a dire che i Comuni si debbono unire, qui non c'è la mentalità per lavorare insieme. Può essere che le istituzioni superiori non pensino di intervenire, magari con un commissario? Sul turismo montano, evidentemente, c'è una politica più intelligente nell'Aquilano. Dico questo con grande rispetto per quegli operatori turistici che con grande silenzio stanno vivendo la loro morte, avranno anche fatto i loro errori ma si stanno spegnendo e nessuno se ne cura».
LA POLITICA. Se si chiede a D’Alonzo a chi sia rivolto il suo messaggio, la risposta è: «Mi rivolgo in primis al governatore e anche ai nostri parlamentari, da parte dei quali è chiaro che c'è disattenzione e disaffezione al nostro territorio. È vero che il declino della montagna ha tanti responsabili e che siamo stati massacrati da tanti soggetti, dalle Poste che chiudono gli uffici alla Asl che taglia i servizi alle aziende di trasporti che eliminano le corse, ma poi a capo di tutto questo ci sono le persone. Io a Luciano D'Alfonso l’ho già detto: questo comprensorio sta morendo e Campotosto è morto, ma volete intervenire? Ah, a proposito: la battaglia del pullman avviata mesi fa non si è risolta, la corsa s'interrompe ancora a Ortolano e a Campotosto non ci va».
«CHIUDIAMO». D’Alonzo ricorda infine che c’è stato un terremoto e che dei possibili vantaggi della ricostruzione non c’è, al momento, traccia. «Agevolazioni post-sisma? Qualcosa c’è nel piano di sviluppo rurale, stop. Le poche attività superstiti hanno fatto domande per avere contributi e ancora non si vede nulla, lo Stato sta pagando per alloggiare la gente che abbiamo mandato via dai paesi. E ora ci rimettono le tasse e non sappiamo che fare. Che ce lo dicessero», conclude amaro il sindaco, «spostatevi a valle. Qui a Crognaleto le case sono quasi tutte vuote. Io sto facendo la mensa per la scuola, non trovo un ristoratore che me la garantisce perché ci sono pochi bambini. Stiamo morendo, questa è la verità».
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