«La movida molesta si sconfigge se le istituzioni collaborano»

Il maggiore dei carabinieri Calore auspica un coordinamento che coinvolga anche i cittadini e gli operatori. Ma al convegno di Pineto non partecipa alcun rappresentante dei Comuni
PINETO. Un coordinamento tra i diversi enti locali e le varie forze dell’ordine, incontrando cittadini e operatori del settore, per trovare un equilibrio tra un sano divertimento nei locali e il diritto dei cittadini al riposo. È quanto auspica il comandante dei carabinieri della compagnia di Giulianova, Domenico Calore, intervenuto ieri mattina nel confronto-dibattito “No degrado - mala movida” a Villa Arlini a Pineto, promosso dall’organizzazione “L’Abruzzo risveglia il silenzio” attiva nei comuni di Pineto, Roseto, Giulianova, Tortoreto e Alba adriatica, con il patrocinio del comitato “Tutela quiete pubblica e ambiente” di Pineto ideato dal cittadino Ruggero Sabatini. Peccato però che almeno per ora l’auspicio del maggiore Calore sia caduto nel vuoto, perché ieri i sindaci e i rappresentanti delle istituzioni attesi al dibattito non si sono presentati.
Il convegno comunque, interessante per comprendere quali sono gli effetti della movida rumorosa sui cittadini equali sono le regole per far sì che i locali adottino le misure necessarie per fare musica entro un certo limite di decibel, ha visto la partecipazione, oltre al comandante Calore, di professionisti qualificati come lo psichiatra Paolo Pomero, il medico Bruno Sodano, l’avvocato Stefano Mosca, il dirigente dell’Arta di Pescara Sergio Palermi, l’ingegnere competente in acustica Stefano Di Sangro e Giovanni Filippini, presidente del comitato di quartiere “Marina centro” di San Benedetto del Tronto, oltre a rappresentanti delle forze dell’ordine e semplici cittadini. C’è chi la movida rumorosa non la sopporta, e le forze dell’ordine sono subissate di chiamate continue, soprattutto durante la stagione estiva, di cittadini infastiditi dal rumore continuo prodotto dalla musica fino a tarda notte. Si tratta di rumori che possono anche scatenare delle patologie gravi come illustrato dallo psichiatra Paolo Pomero, che ha spiegato come sia possibile fare una richiesta di risarcimento danni da parte di chi si ritiene danneggiato dalla movida che non rispetta le regole di convivenza civile; al riguardo il dottor Sodano ha sottolineato l’importanza di produrre la documentazione che attesti la malattia come conseguenza di una movida chiassosa. Spetta poi all’Arta far rispettare i parametri e alle forze dell’ordine sanzionare qualora questi parametri non vengano rispettati. È emerso che in Italia l’inquinamento acustico è troppo spesso sottovalutato e trattato con sufficienza a causa di vuoti legislativi: occorre quindi un dialogo tra i Comuni e i vari soggetti coinvolti per prevenire e regolamentare la musica nei locali e per riuscire a trovare una sintesi e far sì che vengano rispettati i diritti di tutti, cittadini e operatori.
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