La nuova caserma non può aprire senza la recinzione

Edificio pronto ma inutilizzato da un anno, mancano i fondi Il ministero dovrebbe erogare 400mila euro alla Regione
GIULIANOVA. Si allungano i tempi per la riconsegna della nuova caserma dei carabinieri nel quartiere Annunziata. L'edificio infatti è pronto da quasi un anno ma della recinzione, l'ultimo – e fondamentale, trattandosi di una struttura militare – intervento da realizzare, al momento non si sa ancora nulla. Non è stato ancora erogato il finanziamento per realizzare le barriere, che è di 400mila euro e che il ministero dell’Interno dovrebbe concedere al Comune attraverso la Regione. Il Comune non è direttamente coinvolto nella ricerca dei fondi, anche se il sindaco Jwan Costantini viene sempre invitato ai tavoli delle forze dell'ordine nei quali si parla anche della nuova caserma a Giulianova. Questi tavoli, però, sono mesi ormai che non vengono più organizzati, e intanto l’area intorno al nuovo edificio è sempre più nel degrado. Per inciso: nello stabile di via XXIV Maggio dove è presente da tanti anni la caserma dei carabinieri il ministero paga l’affitto e i parcheggi sono scarsi, mentre all’Annunziata non dovrebbe pagare più nulla e c’è maggiore possibilità di trovare parcheggio.
Tutto è partito il 7 novembre 2017, quando l’allora sindaco Mastromauro e la giunta approvarono con delibera il progetto esecutivo dei lavori di realizzazione della nuova sede della compagnia carabinieri. Seguì, il 19 dicembre 2017, la relativa determina che stabilì di andare avanti con una procedura aperta con il criterio del minor prezzo. A curare l’appalto fu la stazione unica appaltante della Provincia di Teramo, a cui il Comune inviò la documentazione necessaria pochi giorni dopo, il 27 dicembre 2017. Il bando di gara venne pubblicato sul sito ufficiale della Provincia il 6 marzo 2018, e un anno dopo, l’8 marzo 2019, furono aggiudicati i lavori, relativi al primo lotto, alla ditta Raucci costruzioni di Marcianise (Caserta) per l’importo di 1.053.610 euro. L’intervento si è fermato per diversi mesi a cavallo tra il 2021 e il 2022 a causa della lievitazione dei prezzi dei materiali edili, poi è ripartito grazie a un accordo tra Regione, Comune e impresa ed è stato ultimato a fine 2023. Ma per la recinzione sono necessari nuovi fondi e un’altra procedura di gara.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

