La nuova condotta non funziona e la strada si allaga

Alba, torna la paura tra i residenti di via del Biancospino: «Un anno e mezzo di lavori e disagi, ma è peggio di prima»
ALBA ADRIATICA. Un anno e mezzo di lavori (e di disagi) per realizzare la nuova condotta non sono bastati a far dormire sonni tranquilli ai residenti di via del Biancospino, nella zona ovest di Alba Adriatica. La bomba d’acqua di sabato pomeriggio, infatti, è stata più forte del nuovo impianto di raccolta dell’acqua piovana completato a maggio dopo mesi di battaglie e polemiche, facendo ripiombare nella paura decine di persone. Almeno 20 i centimetri di acqua che avrebbero invaso il tratto finale di via del Biancospino dopo l’ondata improvvisa di maltempo, allagando i cortili delle case e tornando a lambire gli scantinati e i piani terra. «La stessa paura che avevamo ad ogni temporale prima della realizzazione della condotta», commentano amari i fratelli Italo e Franco L’Innocente, che da anni lamentano i problemi idrogeologici della loro via a nome anche di tanti vicini. Via del Biancospino, infatti, durante i forti temporali sembra ricevere una grande porzione dell’acqua piovana che scende dalla zona collinare ad ovest della città. Per questo, è stata inserita nell’ampio progetto (che si avvia verso il suo completamento) della lunga condotta che, passando sotto la Statale Adriatica, avrà il compito di raccogliere l’acqua fin da via Ascolana per gettarla nel torrente Vibrata. Il piccolo tratto aggiuntivo di via del Biancospino è stato il più difficile da realizzare, per via di modifiche al progetto e per inconvenienti scomodi, come l’intralcio provocato da tubazioni dell’Enel e dell’Italgas. Quasi un anno e mezzo di strada chiusa e disagi persino per i pedoni, è quello che hanno dovuto sopportare i residenti, pur con la speranza di poter vedere risolti i problemi di allagamenti. Le polemiche sono state talvolta fortissime, soprattutto in occasione dell’incontro pubblico che a febbraio ha visto partecipare tanti cittadini, oltre alla giunta di Alba e ai rappresentanti del Genio Civile regionale. A maggio la fine dei lavori e poi ancora un mese e mezzo preso dal Comune per ridisegnare la viabilità della via, inserendo il senso unico di marcia. A quel punto è arrivata la pace, che però è durata meno di tre mesi. Alla prima vera bomba d’acqua, la condotta è andata in crisi. Raccontano i cittadini: «Tombini e bocchettoni, tra l’altro in parte ostruiti da una quantità incredibile di aghi di pino, respingevano l’acqua e la rimandavano indietro. La nuova viabilità e i marciapiedi hanno permesso maggiore sicurezza sulla strada, ma noi non vediamo miglioramenti per i problemi idrogeologici. Chiediamo al Comune un incontro tecnico».
Luca Tomassoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA

