La nuova legge sui turni di lavoro mette in difficoltà gli ospedali

Stop a orari di servizio prolungati e obbligo di riposi compensativi: per la carenza di personale si è ridotta ovunque l’attività chirurgica programmata, a Sant’Omero si è addirittura azzerata
SANT’OMERO. Per gli euroburocrati la regolamentazione oraria dei turni di medici e paramedici vale più dei servizi sanitari stessi forniti nell’interesse della collettività. Con il risultato che, nella sanità teramana, quello che potrebbe accadere – e sta già accadendo – è qualcosa di poco rassicurante se la stessa Asl non correrà presto ai ripari assumendo personale.
Le conseguenze più visibili dell’entrata in vigore delle nuove norme sui riposi riguardano, per ora, l’attività chirurgica negli ospedali. E così a Teramo si andrà al dimezzamento delle sedute operatorie, ad Atri e Giulianova ad una riduzione percentuale, mentre a Sant’Omero, dallo scorso lunedì, ogni intervento sul tavolo operatorio cosiddetto di elezione (cioè programmato) ha subìto uno stop forzato. A chirurgia generale, ortopedia e ginecologia dell’ospedale “Val Vibrata” vengono garantiti solo interventi d’urgenza – quelli, per intenderci, che passano dal pronto soccorso – e non quelli calendarizzati. E’ l’applicazione dell’articolo 14 della legge 161 del 30 ottobre 2014 (legge che contiene una serie di disposizioni dettate dall’Europa in più campi) che esplica ora i suoi nefasti effetti. La norma europea da poco entrata in vigore detta infatti che il personale sanitario debba godere, dopo il turno di servizio, di un riposo compensativo altrettanto lungo e manda in fibrillazione medici e paramedici perché, rispetto a ieri, non potranno eccedere con l’orario di lavoro, né potranno far ricorso a mini riposi. Pena una sanzione amministrativa comminata sia nei confronti del personale che non rispetta il limite orario che del primario o direttore di dipartimento. In alcune regioni sta già accadendo che l’Ispettorato del lavoro faccia dei blitz in corsia.
A Sant’Omero, in particolare, la situazione è quella più drammatica. Il personale anestesista in dotazione e quello medico in organico sono insufficienti a garantire la copertura giornaliera del servizio in sala operatoria se si devono rispettare i vincoli orari imposti da Bruxelles. Il sottorganico, insomma, resta sempre la problematica principale. E le “ville” ringraziano perché, con il blocco del gruppo operatorio, i cittadini andranno ancor di più a curarsi nelle cliniche private della vicina regione Marche incentivando quell’ineludibile mobilità passiva che continua a pesare sulla tasche della sanità teramana e quindi della Regione Abruzzo. A Sant’Omero, gli anestesisti hanno chiaramente manifestato l’impossibilità (per motivi di organico medico insufficiente) a coprire i servizi nel rispetto dei limiti orari imposti dalla legge. O la Asl di Teramo interviene ed assume, oppure un pezzo della sanità andrà in tilt. Pare esserci la volontà della direzione generale di circonvallazione Ragusa di rimpolpare l’organico ma ad oggi nessun atto è stato adottato. A Sant’Omero, dove da alcuni anni il numero degli interventi in sala operatoria nelle specialità di chirurgia generale, ortopedia e ginecologia è in ascesa, l’applicazione (in atto) della nuova legge porterà alla diminuzione delle prestazioni. I tre reparti hanno fatto registrare anche un’incoraggiante quanto attesa mobilità attiva che verrebbe vanificata.
Alex De Palo
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