La nuova opera salva-spiaggia è già un caso

27 Maggio 2022

In pochi giorni il mare si è ripreso decine di metri. Alcuni balneatori: non è il risultato che ci aspettavamo

ALBA ADRIATICA. È già un caso la “spiaggia di alimentazione a rilascio controllato”, la mega opera da due milioni di euro contro l’erosione della costa nord di Alba Adriatica. Questo, a pochi giorni dalla fine dei lavori, quando manca ancora il collaudo ufficiale.
Sono due le motivazioni principali dei malumori che si stanno generando tra gli operatori balneari della zona e non solo. La prima: l’opera, con il suo grande ripascimento da oltre 110mila metri cubi di nuova sabbia, ha sì risolto le gravi problematiche di alcune delle concessioni più colpite dalle mareggiate degli anni scorsi, ma non è bastata ad accontentare anche chi ha la propria spiaggia “ai margini” dell’opera. È il caso, per esempio, di Andrea Di Pentima, titolare dello stabilimento Alba Beach: «Quello che vediamo non è il risultato che ci aspettavamo. La beffa è che l’anno scorso senza ripascimento ho potuto piazzare cinque file di ombrelloni, quest’anno soltanto due. La mia concessione, anche se in misura ridotta, da progetto rientrava nell’area di realizzazione dell’opera, ma non ho beneficiato nemmeno di un metro di allungamento. Sono felice per i miei colleghi che hanno fruito di un cospicuo prolungamento della spiaggia, però questa disparità di trattamento non può essere giustificata da chi di dovere con la frase: “abbia fiducia, prima o poi la sabbia si sposterà da nord verso sud e alimenterà la sua concessione”».
La posizione critica di Di Pentima non è isolata. Anche perché – e questa è la seconda causa dei malumori – negli ultimi giorni il vento da Est ha già fatto avanzare il mare di decine di metri in alcuni punti, provocando uno scalino nell’arenile e vanificando una parte dell’opera appena realizzata. Di certo manca ancora una sorta di stabilizzazione del nuovo ambiente creato con la sabbia prelevata al largo e “sparata” sulla costa. Ma un segnale in particolare ha già allarmato in tanti: davanti alla Bambinopoli, quindi, all’estremo opposto della spiaggia di alimentazione rispetto all’Alba Beach, il mare ha già scoperto buona parte del nuovo pennello perpendicolare di contenimento che invece sarebbe dovuta restare nascosta sotto alla sabbia.
La questione, inoltre, è scoppiata proprio mentre in municipio si discute della possibilità di consentire anche quest’anno alle concessioni colpite dall’erosione di “allargarsi” lateralmente sulle spiagge libere, così da poter compensare le file di ombrelloni perse. Il tema è sempre delicato in città. Si è già tenuta una riunione tra l’amministrazione del sindaco Antonietta Casciotti e i rappresentanti delle associazioni, ora si sta lavorando alla delibera. L’area interessata dalla compensazione dovrebbe partire proprio dalla Bambinopoli, includendo quindi anche la nuova spiaggia di alimentazione, fino alla prima pineta di Villa Fiore. (l.t.)