La pandemia fa aumentare i nuovi poveri

Settanta famiglie assistite dal Banco Fam di Isola e 80 dal Banco alimentare tra Montorio e l’alto Vomano
ISOLA DEL GRAN SASSO. Circa 70 famiglie sono assistite nella Valle Siciliana, a Basciano e Penna Sant’Andrea dal Banco Fam Gran Sasso di Isola e oltre 80 a Montorio e nei comuni dell’Alto Vomano dal Banco di solidarietà. Con un’impennata dal 2020 al 2021 e da inizio anno a oggi, che evidenzia un’emergenza sociale nell’entroterra dovuta al Covid 19 che cresce con il passare dei mesi. Appare inarrestabile, nonostante i sussidi statali e quelli comunali, il fenomeno dei “poveri da pandemia”: famiglie con figli perlopiù minorenni che si ritrovano senza lavoro, con le perdite dovute alle attività chiuse, donne, le più penalizzate dai licenziamenti e anziani soli che vivono nella precarietà economica e affettiva. «È un grido di aiuto il loro soprattutto a fine mese quando non si arriva con le poche risorse disponibili», spiega Lorella Di Giuseppe, responsabile operativa del Banco e membro direttivo associazione Genius Loci, «c’è stato un aumento del bisogno esponenziale tale da coprire anche i comuni di Basciano e Penna Sant’Andrea. Prima del Covid assistevamo otto famiglie, nel febbraio scorso una sessantina e ora quasi settanta: la pandemia peggiora la situazione». Il Banco Fam promuove varie iniziative come lo spettacolo teatrale “Arlave, che t’arlave ca macchiotte armane simbre” della compagnia “I girasoli” che lunedì prossimo andrà in scena a Isola nel piazzale di San Gabriele e i cui proventi saranno destinati per l’acquisto di beni di prima necessità e per la Croce Bianca.
Stessa situazione nei comuni di Montorio e dell’Alto Vomano dove sono più di 80 le famiglie aiutate dal Banco di solidarietà. «Per la nostra attività operiamo in parallelo con i servizi sociali del Comune che provvedono a coprire le famiglie e distribuiscono i buoni alimentari», spiega il presidente Fioravante Astolfi, «ma la pandemia ha scatenato una forte crisi lavorativa ed economica e il nostro sostegno aggiuntivo è sicuramente una manna dal cielo. Ora abbiamo promosso, con la Fondazione Tercas, un progetto di buoni da spendere nelle macellerie locali». Per Astolfi oltre all’impoverimento economico, c’è anche quello sociale. «Spesso assistiamo persone sole, anziani che hanno bisogno di interagire oltre che del pacco mensile», aggiunge, «e questo deve far riflettere tutti noi».
Adele Di Feliciantonio
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