La Patrimonio vende le case di via Bellini per risanare i conti 

Vertice in Comune per salvare la società municipalizzata In previsione anche la riduzione delle ore ai lavoratori 

GIULIANOVA. Giovedì si è chiusa la prima fase del percorso che dovrà condurre al piano di risanamento della municipalizzata Giulianova Patrimonio. Attorno a un tavolo il sindaco Jwan Costantini, i componenti di giunta, i dirigenti dell’ente e il nuovo amministratore della controllata Federico Iachini. Al centro del dibattito la pesante situazione della società e le idee e proposte per togliere la Giulianova Patrimonio dalle sabbie mobili dell’indebitamento giunto a livelli più che preoccupanti.
Tra l’altro la precaria situazione consolidatasi negli anni è stata certificata dalla Fgm Management Consulting srl di Roma che ha redatto, per conto del Comune, la “due diligence”. L’obiettivo che si pongono oggi gli amministratori comunali è quello di salvare la municipalizzata attraverso degli interventi tesi a far rientrare le esposizioni in un ambito accettabile. Il piano di risanamento, da presentare in consiglio prima delle festività, partirà dall’alienazione degli immobili di proprietà. Il primo della lista è piazza Dalla Chiesa con annesso ex mercato coperto chiuso ad ogni tipo di attività dal marzo 2010 e che tornerebbe all’ente con un costo da quantificare. Su una parte di quell’area il Comune ha ottenuto dalla Protezione Civile regionale un finanziamento di oltre un milione di euro per la realizzazione del centro operativo comunale.
Destinati alla vendita i tre appartamenti di via Oberdan già posti all’asta dalla Giulianova Patrimonio: per uno ci sarebbe una trattativa in fase di conclusione con privato. Si punta anche alla cessione dei 18 appartamenti della palazzina realizzata in via Bellini. Su quell’immobile però esiste un vincolo regionale legato ai contributi erogati. Occorrerebbe un nulla osta che non è semplice da ottenere e nemmeno in tempi rapidi. Ci sarebbe pure da vendere al Comune una vasta area alle spalle dell’ex tribunale da annettere al perimetro del polo scolastico. Ci potrebbe essere un taglio di ore a lavoratori a tempo determinato con la cura del verde in parte esternalizzata come la gestione del mercato ittico.
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