La paura dei genitori «I nostri figli resteranno a casa»

6 Novembre 2016

TERAMO. «I nostri figli a scuola non ci tornano». Le tensioni create dall'ultimo sciame sismico si condensano nella sala consiliare del Comune dove si accalcano i genitori che vogliono sentire dalla...

TERAMO. «I nostri figli a scuola non ci tornano». Le tensioni create dall'ultimo sciame sismico si condensano nella sala consiliare del Comune dove si accalcano i genitori che vogliono sentire dalla viva voce del sindaco Maurizio Brucchi e dal presidente della Provincia Renzo Di Sabatino qual è la situazione degli edifici scolastici sottoposti a ulteriori verifiche.

Al momento le disposizioni dettate dai due amministratori dicono che le lezioni riprenderanno giovedì, ma la folla di mamme e papà arrivata in municipio al seguito del comitato creato dopo le scosse del 24 agosto è di tutt'altro avviso. Le domande a Brucchi e Di Sabatino si susseguono con un ritmo incalzante che rende palpabili i timori dei genitori. Sindaco e presidente rispondono alle innumerevoli sollecitazioni, che tirano in ballo la sicurezza di tutte le scuole, dagli asili nido alle superiori. Nessuno, delle mamme e papà che affollano la sala, è convinto che tra quattro giorni farà tornare in classe il proprio figlio.

«Dite al governo che qui le scuole non riapriranno», scandisce Toni Di Ovidio, «servono verifiche approfondite e soprattutto un piano che garantisca sicurezza». L'elencazione degli interventi e dei controlli fatti finora in base alla normativa vigente è tutt'altro che rassicurante. Anche la decisione di Brucchi di chiudere la media Savini e la materna ed elementare San Giuseppe non tranquillizza i genitori direttamente interessati al provvedimento. «Il problema è generale», sottolinea Serena Sorgi, «la riapertura delle scuole è un passo per il ritorno alla normalità, ma è necessario un progetto». Lei ha due figli alla San Giuseppe e chiede a Brucchi di farsi interprete anche delle preoccupazioni dei genitori. «Veniamo a incatenarci con lei davanti a Renzi», insiste, «se i bambini perdono un altro mese di scuola, non è un problema: si possono ridurre le vacanze estive».

Adalino Di Marcantonio, insegnante della Savini, chiede quanto tempo ci vorrà per fare in modo che la Molinari possa ospitare più di 800 studenti. I genitori vogliono sapere cos'è stato fatto dal 24 agosto all'ultima violenta scossa di una settimana fa e vorrebbero mandare loro tecnici di fiducia nelle scuole per ulteriori verifiche.

Di Sabatino indica l'ordine delle priorità e chiarisce che, per le verifiche di resistenza antisismica degli istituti superiori, serve un milione di euro. «Ora dobbiamo valutare i danni», spiega, «la strategia, a cui stiamo già pensando, richiederà comunque tempi più lunghi». Per il presidente non ha senso procrastinare la sospensione delle lezioni. «Non voglio mettere a rischio nessuno, ma tra 20 giorni saremo nelle stesse condizioni», tiene a precisare, «devo affidarmi a quello che dicono i tecnici e per loro le scuole riaprono giovedì». Mamme e papà rumoreggiano: qualcuno se ne va lanciando accuse, nessuno se la sente di riportare i figli in classe a cuor leggero. (g.d.m.)

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