La pesca alle vongole resta ferma: il blocco prolungato per un mese

Decisione presa a maggioranza dagli operatori del Cogevo in assemblea: si torna in mare ad aprile Le analisi degli esperti dell’istituto zooprofilattico evidenziano che i mitili sono ancora troppo piccoli
ROSETO. Le imbarcazioni abruzzesi, circa 90, adibite alla pesca delle vongole rimarranno ferme per un altro mese. Le tradizionali vongolare, ormeggiate maggiormente al porto di Giulianova, ma anche a Roseto e Pescara, dovranno attendere tutto il mese di marzo prima di tornare in mare per le loro attività di pesca.
Così è stato deciso, a maggioranza, dai soci del Cogevo Abruzzo riuniti in assemblea ieri mattina al palazzo del Mare di Roseto. Qualcuno tra gli operatori si è espresso negativamente sul prolungamento del fermo, iniziato già da diversi mesi, ma anche sulla scorta di quanto relazionato dall’istituto zooprofilattico c’è stato un ampio allineamento sulla decisione. La scorsa settimana alcune vongolare, assieme agli esperti dell’istituto zooprofilattico, hanno eseguito alcune ricognizioni nelle zone di riproduzione delle vongole in vari tratti di mare lungo il litorale teramano.
Il risultato che ne è emerso è stato chiaro: il prodotto è ancora troppo piccolo per essere catturato e commercializzato. Da qui la decisione di allungare il fermo iniziato a dicembre. Sulla decisione interviene Tonino Di Gregorio di Roseto, armatore veterano nell’ambito della pesca delle vongole. «È Una scelta che riteniamo giusta per la sopravvivenza delle nostre attività», afferma, «di barche che praticano questo tipo di pesca ne sono troppe in Abruzzo: circa 100 tra consorziate e non. Ma il prodotto inizia a scarseggiare, per cui è doveroso trovare una soluzione adeguata. Razionalmente è stato scelto di diminuire l’attività di pesca per consentire una più facile riproduzione. Solo così possiamo curare il nostro settore. Altrimenti a breve non avremo più materia prima e ci toccherà cambiare mestiere».
Le vongolare abruzzesi avrebbero dovuto lasciare gli ormeggi a partire dal 1° marzo, secondo quanto stabilito in accordo con la direzione marittima di Pescara.
Con la decisione assunta ieri dall’assemblea il ritorno in mare viene posticipato di un mese. Alle vongole sarà così lasciato il tempo di crescere ed essere pronte, per la ripresa dell’attività, alla commercializzazione. È chiaro che prima di quella data, come già accaduto nei giorni scorsi, ci sarà un ulteriore monitoraggio da parte dell’istituto zooprofilattico, a cui spetta la valutazione soprattutto scientifica della situazione.
Gli operatori del settore sono pronti scommettere, però, che il riscontro sarà positivo alla fine del prossimo mese di marzo, quando terminerà il prolungamento del fermo biologico. I timori comunque restano, anche perché il comparto, al di la della pezzatura delle vongole, sta attraversando un periodo di difficoltà oggettiva legata all’aumento dei prezzi. Primo tra tutti quello del carburante, sensibilmente lievitato nell’ultimo periodo con forti ripercussioni sui ricavi.
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