La Piccola Opera: «La Asl ci costringe a fare le ingiunzioni»

6 Novembre 2014

La Fondazione rivela che da anni è obbligata a ricorrere a tale pratica perché l’azienda sanitaria non paga il dovuto

GIULIANOVA. «La pratica del decreto ingiuntivo nei confronti della Asl, purtroppo per la fondazione Piccola Opera Charitas, è prassi sin dal 2009, e non solo nel 2014: una necessità per rimanere in vita». Così la fondazione Piccola Opera Charitas (Poc), fondata da padre Serafino Colangeli, precisa e amplia il tema del pagamento delle prestazioni.

«Si è ricorso agli atti ingiuntivi», spiega la fondazione, «già nel 2012 per il pagamento dell’annualità 2009 e successivamente nel 2013 per l’annualità 2012, procedimenti conclusisi sempre a favore della Poc con successivo pagamento delle spese e degli interessi passivi da parte della Asl». Per quanto riguarda il 2014, durante il quale la fondazione ha erogato circa 230 prestazioni giornaliere con una dotazione di personale di circa 140 unità (e per il quale, come dichiara la fondazione «non un solo euro è stato pagato dalla Asl di Teramo»), l’istituto giuliese ha recentemente notificato un decreto ingiuntivo da più di 3 milioni di euro. Tuttavia, tiene a precisare l’istituto, è una battaglia che la fondazione sta combattendo già da molto tempo per mantenere in vita la struttura, assicurare gli stessi servizi ai circa 200 ospiti con disabilità (tra residenti e semiresidenti) e mantenere i posti di lavoro.

«L’ennesimo ricorso agli atti ingiuntivi», continua la fondazione in una nota, «è stato dettato esclusivamente dalla necessità di “rimanere in vita” a causa del blocco dei pagamenti, peraltro senza che vi sia stata una modifica contrattuale rispetto al passato. Come può una struttura con oltre 140 dipendenti e più di 200 disabili al giorno poter far fronte ai propri obblighi senza avere quanto spettante? Come può effettuare cure, assistenza, e riabilitazione ai disabili gravi inviati dalla Asl? Cosa avrebbe dovuto fare la Piccola Opera Charitas con lavori di ristrutturazione in corso per oltre 3 milioni di euro? La Asl da una parte pretende il rispetto del crono programma e dall’altra non riconosce le prestazioni che lei stessa autorizza, di fatto dimezzandole per il 2013 ed eliminandole per il 2014».

La Asl, di fatti, ha ridotto il pagamento da 150 euro a 80 euro a prestazione dopo che, nell’aprile 2013, la struttura giuliese fu oggetto di un’ispezione congiunta di Nas e Asl, sollecitata dai primi. Dalle verifiche risultò che la Poc per alcuni aspetti non era a norma, non solo da un punto di vista strutturale, ma anche per quanto riguardava i profili professionali del personale impiegato. Le azioni legali, dunque, sono state necessarie per tenere alto il nome di una struttura con 52 anni di storia e che sta portando a compimento un’opera di ristrutturazione che la pone all’avanguardia nel panorama delle strutture riabilitative abruzzesi e non, che ha una ricettività di pazienti extra-regionali in quanto «struttura di eccellenza», come definita dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso durante la visita del 24 ottobre scorso all’ospedale di Giulianova. «Le strutture», conclude la fondazione, «sono oggetto di un procedimento di riconversione diretto dalla Regione che non ha concluso il suo percorso. Il cronoprogramma, però, presentato lo scorso anno, ad oggi risulta rispettato».

Margherita Totaro

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