La pioggia aggrava la frana di Ripe e il fronte si allarga

23 Marzo 2015

La strada resta chiusa, oggi sopralluogo di D’Alfonso Ad Arsita un grosso smottamento fa sgomberare una casa

CIVITELLA. E’ un territorio, quello teramano, costretto a fare i conti con un dissesto idrogeologico sempre più difficile da contenere. Non solo l’emergenza di Ripe di Civitella : la pioggia di ieri ha creato nuovi allarmi a Isola (dove è franato un tratto di strada), a Santa Margherita di Atri (anche qui un tratto di strada è stato cancellato) e Arsita (ieri è stata sgomberata una casa minacciata da un grosso smottamento).

E’ in drammatica evoluzione la situazione a Ripe di Civitella dove, dopo gli sgomberi dei giorni scorsi, la pioggia di ieri non ha fatto altro che peggiorare la situazione: la falda della montagna dei Fiori sui cui sorge l’abitato continua a cedere e il fronte di terra che scende a valle è di almeno 50 ettari. Chiusa la provinciale 53, presidiata 24 ore su 24 dalle forze dell’ordine. Possono transitare solo i residenti ma è probabile che nelle prossime la strada venga interdetta anche a loro. L’amministrazione comunale sta pensando a delle soluzioni per rifornire direttamente i residenti e per consentire loro di muoversi con mezzi adeguati. Anche ieri nuova riunione al Coc, il centro operativo comunale, con gli amministratori in prima fila. Ormai da giorni il sindaco Cristina Di Pietro, il vice Mario Tulini, l’assessore al bilancio Gabriele Marcellini e gli altri amministratori sono nella frazione, a fianco dei concittadini. Con loro i volontari della Protezione civile, gli uomini della Forestale, i vigili del fuoco, i carabinieri. Il fronte della frana viene continuamente monitorato e tenuto sotto stretta sorveglianza anche grazie a dei grossi fari ( messi a disposizione alla Croce Rossa) che consentono di illuminare la zona e quindi percepire ogni piccolo movimento. Tutta l’area è alimentata da gruppi elettrogeni dell’Enel dopo che sabato la frana in atto ha abbattuto i tralicci dell’alta tensione. E l’amministrazione rivolge un appello a non salire ai tanti curiosi che, sfidando le ordinanze di chiusura, s’inerpicano fino in alto per vedere le enormi fenditure nel terreno. E oggi sopralluogo del presidente della Regione Luciano D’Alfonso con i tecnici della Protezione civile nazionale e i geologi dell'università di Firenze.(d.p.)

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