«La politica abruzzese ha abbandonato Valle Castellana»

18 Febbraio 2020

VALLE CASTELLANA. «La politica regionale abruzzese tace sul referendum per l’annessione di Valle Castellana ad Ascoli Piceno. Dobbiamo pensare che c’è un tacito assenso a cedere a un’altra regione un...

VALLE CASTELLANA. «La politica regionale abruzzese tace sul referendum per l’annessione di Valle Castellana ad Ascoli Piceno. Dobbiamo pensare che c’è un tacito assenso a cedere a un’altra regione un territorio vasto e pieno di bellezze come il nostro?». A parlare è Italo De Remigis, il presidente dell’Asbuc dell’alta valle del Salinello che raggruppa le frazioni di Macchia da Sole, Piano Maggiore, Macchia da Borea e Leofara, in vista del referendum del prossimo 8 marzo che potrebbe sancire l’annessione del comune della Laga alle Marche. De Remigis è il portavoce del “no” dei circa 200 abitanti dell’alto Salinello che vogliono rimanere teramani. «La politica marchigiana è in prima linea e preme per l' annessione, che permetterà loro di acquisire la stazione sciistica di Monte Piselli e i siti turistici delle gole del Salinello, Castel Manfrino e la grotta di Sant’Angelo», prosegue, «mentre dal nostro ente regionale nessun segnale nonostante si andrebbero a perdere punti turistici strategici. Non capiamo se tutto questo celi un consenso. Un segnale lo abbiamo avuto solo dal presidente della Provincia Diego Di Bonaventura che è venuto e ci ha illustrato gli stanziamenti per migliorare le viabilità». Il senso di appartenenza al Teramano è forte negli abitanti della vallata. «Abbiamo i nostri interessi qui e ci sentiamo abruzzesi dentro», aggiunge De Remigis, «diserteremo le urne l’8 marzo e gli incontri del comitato promotore del “Sì” e se il referendum avrà esito positivo chiederemo l’annessione a Campli».
Il sindaco camplese, Federico Agostinelli, ribadisce la disponibilità ad accogliere la vallata. «La maggioranza del consiglio comunale di Campli è favorevole all’eventuale annessione dell’alto Salinello, i cui cittadini sono legati da sempre al nostro territorio, che frequentano ogni giorno e dove possiedono delle abitazioni».
Adele Di Feliciantonio
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