«La politica s’impegni per i Prati»

4 Dicembre 2020

Di Natale: e intanto l’Asbuc ci rinnovi le concessioni dei terreni

TERAMO. «Stiamo cercando in tutti i modi di trovare una soluzione certa e sicura per il rilancio di Prati di Tivo grazie al mio impegno, dei soci della Gran Sasso Teramano, del presidente della Provincia Diego Di Bonaventura e del vice presidente Alessandro Recchiuti. Auspico che tutte le forze politiche prendano a cuore il futuro della stazione». Decisa la replica di Gabriele Di Natale, il liquidatore della Gran Sasso Teramano, agli operatori turistici che gli chiedono «una soluzione definitiva per non far morire i Prati e le nostre attività», come hanno dichiarato. Da anni, per l’incertezza sull’apertura degli impianti, gli albergatori non riescono a garantire continuità e programmazione e chiedono, perciò, un cambio di rotta definitivo verso l’affidamento di una gestione pluriennale e la velocizzazione della vendita degli impianti a un privato. Alla Gst, che ha oltre un milione e 300mila euro di debiti e rischia il fallimento, sono arrivate due manifestazioni di interesse in corso di valutazione per la cessione della quota maggioritaria (51%) della Provincia. «Nelle assemblee abbiamo sempre anteposto gli interessi degli operatori a ogni altra situazione», prosegue Di Natale, «da quando sono stato nominato abbiamo evitato la gestione in proprio perché non consentita dalla legge e abbiamo trovato un imprenditore, Marco Finori, che negli ultimi due esercizi ha garantito il funzionamento degli impianti. Inoltre abbiamo eliminato i privilegi che hanno determinato, insieme alla mala gestione passata, il crollo della stazione che era considerata la Cortina del centro Italia».
Il liquidatore replica anche all’appello che il presidente dell’Asbuc di Pietracamela Paride Tudisco gli ha fatto per «un piano di lavoro per il ripristino nel minor tempo possibile della fruibilità degli impianti». Impianti che per essere riattivati dopo la proroga di sei mesi della gestione a Finori necessitano di operazioni tecniche e della revoca del provvedimento di sospensione dell’uso dei terreni da parte dell’Asbuc alla Gst. «Tudisco dimentica che se si è interrotta la gestione degli impianti a metà settembre è per la mancata concessione dei terreni da parte dell'ente che lui presiede», tuona Di Natale, «invece di preoccuparsi dei lavori, compito non suo, dovrebbe preoccuparsi del rinnovo delle concessioni dei terreni visto che senza non è possibile effettuare nemmeno i lavori di manutenzione».( a.d.fel.)