La polizia sui tre ultrà arrestati: «Assaltavano i rivali a cinghiate»

27 Ottobre 2022

TERAMO. Scontri fra tifosi a colpi di bastoni e cinture prima in strada, a due passi dallo stadio comunale di Roseto, e poi in un sottopassaggio che conduce verso il mare. Tre persone arrestate, un...

TERAMO. Scontri fra tifosi a colpi di bastoni e cinture prima in strada, a due passi dallo stadio comunale di Roseto, e poi in un sottopassaggio che conduce verso il mare. Tre persone arrestate, un agente della questura ferito e indagini serrate ancora in corso per identificare le persone coinvolte nei tafferugli di domenica pomeriggio al termine della partita Rosetana - Città di Teramo, valevole per il campionato di Promozione. Oggi dovrebbero svolgersi gli interrogatori dei tre tifosi biancorossi finiti ai domiciliari, assistiti dall'avvocato Nello Di Sabatino, mentre ieri la questura ha fornito una ricostruzione più dettagliata del grave episodio. Tutto sarebbe iniziato nelle fasi di deflusso post partita degli ospiti quando i tifosi della Rosetana avrebbero esposto bandiere e striscioni «aizzando i sostenitori della squadra avversaria», scrive la questura. «A fronte di tale comportamento, circa 50 ultras del Teramo cominciavano a correre verso i supporter dell’opposta tifoseria, alcuni armati di bastoni e cinture, posizionati lungo il marciapiede della statale 16 Adriatica in quel momento molto trafficata. Le due tifoserie venivano a contatto lungo il marciapiede, dando luogo a una rissa con l’utilizzo di aste di bandiere e cinghie». Gli agenti presenti sul posto sono intervenuti riuscendo a separare i gruppi rivali che però poco dopo si sono nuovamente scontrati in un vicino sottopasso, dove i tafferugli sono ripresi. Qui un agente è rimasto ferito mentre tentava di sedare gli animi: per lui una prognosi di 10 giorni. Fotografie e filmati della polizia scientifica e quelli dei sistemi di video-sorveglianza pubblica e privata hanno portato ad identificare i tre arrestati, che avrebbero utilizzato cinghie contro i rosetani. Le indagini proseguono per rintracciare eventuali altri responsabili. (v.m.)