La Polpost: in Abruzzo migliaia di casi

Il dirigente della polizia postale: fenomeno sempre più in aumento, evitare le transazioni private
TERAMO. «Le truffe on-line sono sempre di più, aumentano ogni giorno nell’era dell’ e-commerce. In Abruzzo siamo nell’ordine delle migliaia all’anno». Elisabetta Narciso, dal 2013dirigente del compartimento regionale della polizia postale di Pescara, mette insieme esperienza e conoscenza.
Di truffatori seriali e di vittime ne ha contate davvero tante «perchè non sempre c’è la dovuta attenzione nel fare acquisti on-line». Il suo consiglio è quello «di evitare il più possibile le transazioni private, di muoversi sempre in siti conosciuti e quindi sicuramente più protetti, di far prevalere il contatto diretto». Perchè, tra l’altro, una volta che la truffa viene messa a segno non sempre è facile scovare l’autore soprattutto in considerazione delle varie competenze territoriali in materia di indagini. La Cassazione di recente ha stabilito che la Procura competente per le indagini è quella in cui risiede chi risulta intestatario della carta su cui arrivano i soldi delle finte vendite. «E’ un principio stabilito dalla Suprema Corte», spiega il dirigente, «che sicuramente, rispetto a prima, offre un punto fermo nelle indagini che riguardano i crimini che ogni giorno si consumano nella rete, a cominciare proprio dalle truffe che sono sempre di più e che riguardano ogni genere di prodotti». Dalle case alle macchine, dagli elettrodomestici ai telefoni cellulari. Che in Italia il fenomeno dei raggiri sul web sia ampio e variegato non è certo una novità. Tanto che qualche anno fa un report di Symante, azienda statunitense nata nel 1982 con sede a Cupertino e nota principalmente per la produzione di software destinato alla sicurezza informatica, forniva un’informazione significativa: l’italiano è la seconda lingua più parlata nelle email usate per soffiare i dati personali. Battuto solo dall’inglese.
A cascarci, dicono le statistiche, soprattutto giovani. Perchè essere cresciuti con il cellulare in mano e conoscere perfettamente il mondo del web non vuol dire diminuire i rischi. «Difficile fare un identikit dei truffati», conclude il dirigente della polizia postale, «certo è che sono sempre di più e crescono ogni anno».(d.p.)
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