La preside: tutti zitti Blindata la decisione sulla settimana corta

29 Luglio 2015

Imposto il silenzio dopo il consiglio d’istituto a porte chiuse e non arrivano comunicati. Cameli: così non va bene

GIULIANOVA. È stato un consiglio d’istituto a porte chiuse quello di lunedì sera per ridiscutere della settimana corta ma, dalle mura della De Amicis, su ordine della preside Carmen Di Odoardo, nulla è trapelato. All’oscuro della decisione, che verrà resa nota tramite un comunicato stampa, atteso per ieri e mai arrivato, sono stati lasciati anche il sindaco Francesco Mastromauro e la vice Nausicaa Cameli. «Noi stigmatizziamo questo comportamento», ha commentato Cameli, «l’amministrazione comunale dovrebbe essere la prima ad essere informata della decisione, visto che si deve occupare anche delle faccende logistiche del trasporto. Già hanno fatto un consiglio d’istituto a porte chiuse, quando dovrebbe essere pubblico».

Non è ancora dato sapere dunque il destino dei bambini delle scuole di Colleranesco e del paese. I genitori contrari, tuttavia, si aspettavano un comportamento simile (tanto che ieri si sono interrogati tutto il giorno su quale decisione fosse stata presa) dal consiglio d’istituto e infatti, a prescindere dalla decisione, hanno presentato un ricorso al Tar per l’annullamento dell’istituzione della settimana corta. I primi a ribellarsi, infatti, sono stati gli stessi genitori contrari che, venendo a conoscenza della riunione del consiglio d’istituto del primo luglio scorso, si sono presentati con i cartelli “no alla settimana corta” nel cortile della scuola media Pagliaccetti.

I genitori lamentavano il fatto di non essere stati avvisati per nulla dalla scuola e che dunque non avevano avuto la possibilità di decidere se iscrivere o meno i propri figli nelle scuole del primo circolo con il cambiamento dell’orario (alle elementari si era prospettato 8,20-13,20 tutti i giorni e un giorno 8,20-15,50 mentre alle medie 8-14 tutti i giorni). Alcuni genitori hanno anche fatto presente che i nuovi orari non erano adeguati alle esigenze dei propri figli portatori di handicap. Nonostante ci sia stata una nutrita schiera dei genitori a favore dell’orario ridotto, i quali hanno sostenuto di essere stati loro a chiederlo tramite un questionario (che è passato solo nelle classi uscenti di asilo, elementari e medie), quelli contrari hanno comunque inoltrato un ricorso al Tar pagando di tasca propria gli avvocati. La scorsa settimana, è stata fatta anche una riunione a Teramo, con la preside Di Odoardo, il sindaco Francesco Mastromauro, la vice Nausicaa Cameli e con il dirigente dell’ufficio scolastico Massimiliano Nardocci, il quale, facendo notare l’assenza di mense alle elementari e che dunque sarebbero potuti sorgere problemi igienico-sanitari, aveva consigliato ai membri del consiglio d’istituto di evitare che il Tar «decidesse per la scuola», facendo un passo indietro. Alla riunione era presente anche Sergio Gaspari, dell’omonima ditta che si occupa del trasporto scolastico. Anche lui aveva manifestato la difficoltà di rimodulare gli orari dei pulmini in tempi così brevi.

Margherita Totaro

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