La Pro loco-1: bloccheremo la nascita della nuova
ALBA ADRIATICA. «Faremo certamente ricorso contro la cancellazione dall’albo provinciale: i promotori della nuova Pro loco dovranno attendere anni prima di poterle dare vita». Tornano a parlare i...
ALBA ADRIATICA. «Faremo certamente ricorso contro la cancellazione dall’albo provinciale: i promotori della nuova Pro loco dovranno attendere anni prima di poterle dare vita». Tornano a parlare i vertici della Pro loco di Alba Adriatica, dopo mesi di silenzio stampa, e lo fanno per mettere in chiaro che non hanno alcuna intenzione di farsi da parte e lasciare spazio ai promotori della nuova associazione che sta nascendo in città, tra cui compare il leader del centrodestra Renato Rasicci.
«Ci è stata tesa una trappola ben orchestrata, vogliamo giustizia», così motivano la decisione il presidente Tancredi Spinosi ed il segretario Renato Pantoli, che durante la conferenza di lunedì sera hanno ripercorso gli ultimi caldi mesi di polemiche e carte bollate, partendo dalla Sagra delle Sagre spostata a Villa Rosa perché, dicono, «costretti dal divieto del sindaco Tonia Piccioni», evento che ha causato l’avvio del procedimento di esclusione della Pro loco dall’albo, fino ad arrivare ai contenziosi legali che la vedranno o la vedono già impegnata. Innanzitutto il ricorso contro la decisione dell’Unpli di Teramo di escludere la Pro Loco dall’albo, giudicata «irregolare». Poi il ricorso al Tar contro la conferma dell’esclusione da parte degli uffici della Provincia, che secondo loro potrebbe durare anni e bloccare la nascita della nuova Pro loco. Infine, il contenzioso legale già avviato contro il Comune di Alba per il finanziamento di 10mila euro prima stanziato e poi revocato dalla giunta per il festival Luna Calante a soli due giorni dall’evento e «in pieno agosto in una riunione di giunta convocata di urgenza mentre cominciava la sfilata del Carnevale estivo». Per quest’ultima vicenda, giudicata come «un’assurdità e una ritorsione a scopo punitivo», la Pro loco ha già inviato un decreto ingiuntivo al Comune e chiesto l’intervento del Prefetto.
Luca Tomassoni
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