La Procura indaga sulla Team pubblica

Inchiesta sulla trasformazione della società dopo l’esposto dell’opposizione. Il sindaco: «Serenità e fiducia nei magistrati»
TERAMO. È un fascicolo aperto, per ora, a modello 45. Ovvero, fuori da ogni tecnicismo da codice di procedura, senza ipotesi di reato né indagati. La Procura torna nuovamente a indagare sulla Team e questa volta lo fa sui passaggi che hanno trasformato la società da mista a pubblica. Operazione da 1,4 milioni di euro che nei mesi scorsi ha sollevato un vespaio di polemiche politiche con una parte dell’opposizione che ha espresso contrarietà eccependo in più occasioni questioni di legittimità e di sostenibilità dei costi considerandoli troppo gravosi per le casse dell’ente.
E l’inchiesta della Procura, che ha firmato una prima delega alle indagini, nasce dall’esposto denuncia presentato nei mesi scorsi. A promuoverlo è stato il gruppo di Italia Viva con altri rappresentanti della minoranza in consiglio comunale. Sette i consiglieri firmatari dell’esposto: Giovanni Luzii e Osvaldo Di Teodoro (Italia Viva); Luca Corona (Oltre), Mario Cozzi (Forza Italia), Ivan Verzilli (gruppo misto), Franco Fracassa e Maurizio Salvi (Futuro In). L’esposto è stato presentato, oltre che alla Procura, anche alla Corte dei Conti e al nucleo di polizia economico finanziaria della Finanza. I consiglieri, in sintesi, hanno chiesto di accertare il rispetto delle norme nei vari passaggi seguiti dall’ente e la legittimità in termine economici e amministrativi della trasformazione della società che si occupa della raccolta rifiuti, della gestione dei cimiteri e dell’igiene urbana.
Nell’esposto i firmatari hanno evidenziato come il Comune abbia scelto di pagare 2,4 milioni tra Comir (per le quote private) e distribuzione di utili in capo a Team, mentre – si sostiene nella denuncia – nel 2019 avrebbe potuto acquisire le quote (poi finite all’asta) alla metà. All’esposto, inoltre, sono stati allegati diversi atti tra cui la delibera del passaggio da mista a pubblica e un progetto del Mote per gestire i servizi. Non è da escludere che la Procura decida di affidare una consulenza tecnica per una valutazione degli atti.
Così commenta il sindaco Gianguido D’Alberto da sempre convinto, insieme alla sua maggioranza, dell’importanza e della necessità di una Team pubblica: «Massima serenità e fiducia nell’operato della Procura».
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