La proposta dell’Ipsia: utilizzare l’ala ristrutturata dell’edificio
TERAMO. Continua a tenere banco la vicenda dell’Ipsia Marino, scuola chiusa da anni perché non adeguata sismicamente e le cui attività didattiche sono sparse su più sedi. Le proposte che insegnanti,...
TERAMO. Continua a tenere banco la vicenda dell’Ipsia Marino, scuola chiusa da anni perché non adeguata sismicamente e le cui attività didattiche sono sparse su più sedi.
Le proposte che insegnanti, studenti e genitori dell’Ipsia presenti al sit-in di sabato davanti alla Provincia hanno fatto, in attesa della ricostruzione della scuola, sono, come si legge in una nota: «1) utilizzo delle aule della vecchia sede del liceo scientifico Einstein, attiguo al Marino, promesse già da due anni; 2) attesa l’ispezione che domani mattina svolgerà il dirigente provinciale Francesco Ranieri, l’utilizzo dell’ala dell’istituto Marino ristrutturata a norma a seguito del sisma del 2009. Ci si attende che queste proposte siano fatte proprie dall’attuale responsabile dell’Ufficio scolastico provinciale, Massimiliano Nardocci, il quale può indirizzare la Provincia nella scelta didatticamente più opportuna dei siti scolastici, per discuterle nella conferenza organizzata dal presidente della Provincia il prossimo martedì che vedrà allo stesso tavolo di lavoro le dirigenti scolastiche dell’Iis Alessandrini-Marino e dei licei Einstein e Milli. A questa riunione è stata invitata anche una delegazione di docenti e studenti dell’Iis Alessandrini-Marino che parteciperà offrendo il proprio contributo alla soluzione indifferibile della questione sul tappeto».
I rappresentanti del Marino concludono: «Resta da capire perchè non si adottino per la ricostruzione post-sisma di un istituto scolastico le procedure abbreviate a cui soprintende il commissario straordinario, Giovanni Legnini, al quale ci si appella, affinché intervenga sull’intera scuola professionale e non solo per due aule».

