La prostituzione non arretra Pollastrelli: ai sindaci serve aiuto

Il primo cittadino di Colonnella chiede ai colleghi dei comuni che si affacciano sul Tronto di vedersi e andare dal prefetto a chiedere un piano d’azione concertato. «Ordinanze e multe non bastano»
COLONNELLA. La prostituzione al confine tra Abruzzo e Marche resta difficile da arginare. Lungo la Bonifica del Tronto di iniziative per scoraggiare il sesso a pagamento ne sono state fatte tante, ma con temporaneo e limitato successo. Nemmeno le multe fermano il fenomeno, specie di notte quando la strada provinciale 1 si popola di lucciole e di clienti. La polizia locale smonta alle 20 e il tentativo di limitare la contrattazione di prestazioni sessuali va in stand by fino al giorno dopo. Intanto, però, viaggia la criminalità legata allo sfruttamento e con esso la tratta delle schiave nere.
Il sindaco di Colonnella, Leandro Pollastrelli, il cui territorio al pari di Controguerra è quello dove più è presente il fenomeno, esprime la propria preoccupazione e chiede che si attivi un nuovo tavolo sulla sicurezza con il coinvolgimento ovviamente di tutte le forze dell’ordine e della prefettura ma anche dei colleghi sindaci i cui territori si affacciano sulla Bonifica: quindi Martinsicuro, Controguerra e Ancarano. Le ordinanze sfornate negli ultimi anni dai sindaci per stangare la contrattazione di prestazioni sessuali, e punire anche chi sporca il territorio, funzionano e non funzionano. Il cliente che viene beccato a contrattare paga quasi sempre per timore di essere scoperto dai familiari, ma quando le pattuglie non girano ecco che il sesso è servito con tutto quello che ne consegue in termini di rifiuti sparsi. E non solo. «Ora che si avvicina la stagione fredda», dice Pollastrelli, «riprende l’accensione di fuochi per scaldarsi lungo la strada da parte delle prostitute, che bruciano ogni cosa capiti. Occorre un giro di vite concertato perché i nostri vigili urbani ad una certa ora finiscono il servizio. Chiedo ai sindaci di vederci e di portare le nostre difficoltà sul tavolo prefettizio per valutare il da farsi». Probabilmente, a causa dei mille impegni a cui sono chiamati e della carenza di organico, i carabinieri e ancor più la polizia non riescono a pattugliare la provinciale 1 specie di notte. Ma nemmeno da parte della polizia provinciale sembra esserci grande sostegno in questa ottica, eppure il fenomeno esiste su una “sua” strada. A Controguerra, lungo la Sp 1, ci sono anche le telecamere ma non sembrano più di tanto sortire effetto deterrente.
«I nostri vigili, ogni anno, fanno anche più di cinquanta contravvenzioni ma da soli non possono affrontare il problema», rimarca il sindaco di Colonnella. La famosa ordinanza dell’ex sindaco-sceriffo di Controguerra, Mauro Scarpantonio, ha compiuto dodici anni. Dietro il suo divieto di contrattazione di prestazioni sessuali si accodarono tutti i sindaci della vallata. A stanare i clienti (alcune ordinanze prevedono sanzioni a lucciole e clienti, altre ai soli avventori) hanno contribuito vigili urbani, carabinieri e questura. Ma il mercato del sesso continua. Molti imprenditori della zona continuano a segnalare il degrado legato al fenomeno, ma anche alla scarsa e quasi inesistente manutenzione della vegetazione che costeggia la strada provinciale. Da Colonnella ad Ancarano operano tante aziende di livello internazionale. Molti imprenditori non hanno nascosto l’imbarazzo che vivono quando ospitano clienti importanti, costretti a passare tra le prostitute in attesa sulla strada.
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