La protesta dei migranti «Struttura troppo isolata»

19 Settembre 2015

Rocca Santa Maria, sei africani contestano la sistemazione nell’ex fungaia e si barricano in un’ambulanza. Portati in questura, si convincono a tornare

ROCCA SANTA MARIA. Non gradiscono la struttura dove sono stati accolti e per protesta si barricano in un'ambulanza. È accaduto ieri mattina a Faiete di Rocca Santa Maria, dove 13 migranti provenienti dal centro Cara di Mineo (Catania) nell'ambito del programma di accoglienza dei richiedenti asilo, tutti giovani africani, hanno lamentato l'eccessiva distanza da centri abitati della struttura, ricavata in una ex fungaia nei boschi dei Monti della Laga. Struttura, a loro avviso, non dotata degli stessi comfort di quella siciliana, oltre che isolata.

Sei di loro, dopo avere inveito contro la donna presente nell’edificio per la società che lo gestisce, si sono chiusi in un'ambulanza che era stata utilizzata per il loro trasporto sul posto ed è stato necessario l'intervento di polizia e carabinieri per avviare una trattativa. Alla fine la maggior parte del gruppetto dei 13 ha accettato la nuova sistemazione, mentre quattro irriducibili sono stati accompagnati in questura a Teramo dove si sono svolte le operazioni di identificazione e fotosegnalazione, come previsto dalla normativa. Sull'episodio è stato aperto un fascicolo di indagine affidato al nucleo operativo della compagnia carabinieri di Teramo: inizialmente non era escluso che i quattro venissero denunciati per violenza privata e danneggiamento, per gli atti di intemperanza di cui si sarebbero resi protagonisti, ma in serata questa ipotesi è caduta anche e soprattutto perché i quattro africani, dopo un colloquio con un funzionario della questura che ha spiegato loro che uscire dal programma di protezione dei rifugiati significa perdere ogni forma di assistenza, hanno cambiato idea e deciso di farsi riaccompagnare nell’ex fungaia di Faiete. Qui i migranti ospitati attualmente sono una quarantina.(red.te)

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