La Provincia stima danni per 50 milioni

Ancora chiuse 12 strade e quella di Miano è a rischio. Brucchi: il governo ci dia i soldi. Cellino e Castiglione, casi limite
TERAMO. La rete stradale di competenza della Provincia è martoriata dalle frane. E’ stata completata dall’ente la ricognizione sui danni: oltre 50 milioni di euro. Centinaia i lavori di “pronto intervento” messi in campo, per una spesa di 820mila euro; individuate le prime “somme urgenze”, ossia i lavori ai quali dare la priorità ma per i quali al momento non ci sono risorse: Sp 19/A di Miano in prossimità dell’abitato di Villa Romita (Teramo); Sp 365 di Bisenti alle chilometriche 23 e 23+300; Sp 8 variante di Ponzano (Civitella del Tronto); Sp 50 di Castagneto (Teramo). «Dall’elenco di dati, cifre e documentazione tecnica e fotografica si conferma un dato impressionante perché siamo oltre i 50 milioni di danni infrastrutturali. Per capire meglio questo dato dobbiamo dire che per mantenere in buona salute la nostra rete dovremmo spendere almeno 25 milioni di euro l’anno di manutenzione ordinaria e che negli ultimi dieci anni abbiamo avuto a disposizione un milione l’anno», sostiene Renzo Di Sabatino, «prima di fare i verbali per le somme urgenze, quindi, dobbiamo avere qualche certezza, dalla Regione o dalla Protezione Civile, sulle risorse che possiamo impegnare subito».
LE CHIUSURE. Alla data di ieri risultavano ancora chiuse le seguenti provinciali: n. 11 località Terra Bianca (Sant’Omero); n. 68 (Torricella); n. 49 (Valle Castellana); n. 45/B di Alvi (Crognaleto); n. 35 di Chioviano (Bisenti); n. 18/A di Fonte Cucci (Teramo - Campli); n. 61/A di Morge (Civitella del Tronto); n. 365 km 23 (Bisenti) e km 32 (Castiglione Messer Raimondo); n. 40 di Colledara; n. 61/C località Fosso Coccioli (Campli); n. 8 variante di Ponzano; n. 6 di San Giovanni (Nereto).
TERAMO E DINTORNI. Una nuova frana si è aperta nella zona di Villa Albula lungo la strada che dalla rotonda sotto all'hotel Michelangelo porta al palazzetto dello sport e al campus universitario. Terra e pietre scivolate lungo la scarpata hanno costretto l'amministrazione comunale a disporre la chiusura della carreggiata in attesa degli interventi di messa in sicurezza. Disagi analoghi sono registrati a San Pietro ad Lacum dove, sempre a causa di una frana, è di fatto interrotto l'accesso a un gruppo di case del borgo. «Teniamo sotto controllo tutti i punti critiici ma la situazione può peggiorare da un momento all'altro con ulteriori cedimenti del terreno», fa notare il sindaco Maurizio Brucchi, «cerchiamo di mettere riparo anche se il nostro territorio ha subito i danni più gravi». Brucchi invoca un intervento straordinario del governo. «Sono necessarie opere di manutenzione», osserva, «i cui costi però non possono ricadere sui cittadini». A detta del sindaco, dunque, i fondi per la manutenzione straordinaria del territorio dovrebbero arrivare dal governo con un progetto simile a quello varato con "Scuole sicure".
IL CASO MIANO. Si continua a lavorare sulla provinciale 19 per Miano dove una frana di monte continua a invadere la carreggiata e dove in altri punti la strada cede, invece, sul lato di valle. "Nell'area è presente un vasto fenomeno erosivo e da molti anni, dichiara il presidente Renzo Di Sabatino che ieri si è recato sul posto insieme al consigliere Maurizio Verna. La strada ieri è rimasta chiusa fino alle 18 per un intervento importante anche su quella conosciuta come la frana Merletti.
CELLINO. Uno dei territori più martoriati è quello di Cellino. Ieri si è aggravata la situazione di una frana in contrada Valviano (una delle tante nel comune) che ha definitivamente isolato l’azienda “Gioia” che ospita un allevamento di 60 capre, 5 mucche e 3 maiali. La frana ha rotto la conduttura e l’allevamento, oltre a essere isolato, è anche senz’acqua visto che le autobotti non possono arrivare. Si tenta di dare da bere agli animali per non farli morire con mezzi di fortuna. Il Comune non è nelle condizioni di ripristinare la viabilità, vista la gravità dei danni. Il sindaco auspica l’arrivo dell’esercito.
CASTIGLIONE. Hanno riempito le loro macchine con lo stretto necessario. Tutto quello che può servire per essere ospitati dai parenti in questi primi giorni di emergenza, poi servirà una soluzione diversa, un alloggio sicuro. E' quello che stanno facendo gli abitanti di località Valloni, una zona di San Giorgio di Castiglione oggetto di continui movimenti franosi a causa della nevicata del 5 marzo. Le case in pericolo in quella zona sono otto, sei delle quali abitate e le cui famiglie sono state evacuate, le altre due sono seconde case, vissute solo in estate dai proprietari. In totale nel territorio comunale sono 12 le famiglie che hanno lasciato le loro case, in alcuni casi già lesionate, e al momento sono ospitati da parenti. Molte strade restano chiuse, tutte le altre sono lesionate, invase da alberi e fango e a rischio crolli. Ancora molte famiglie non hanno acqua e l'energia elettrica è fornita solo attraverso dei gruppi elettrogeni predisposti dall'Enel. Nella giornata di ieri ci sono stati vari sopralluoghi: prima dell'assessore regionale Mario Mazzocca e poi del consigliere delegato alla viabilità della provincia Mauro Scarpantonio con il vicepresidente Barbara Ferretti. I sopralluoghi hanno avuto lo scopo di verificare le varie opzioni per riaprire la provinciale 365. (g.d.m.-e.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

