La questura: qui nessuna cellula, ma la guardia è alta

23 Novembre 2018

TERAMO. Al di là del caso specifico, risolto preventivamente – e quindi nel modo migliore possibile – dalla polizia, all’indomani dell’arresto di Issam Shalabi i teramani non possono non porsi...

TERAMO. Al di là del caso specifico, risolto preventivamente – e quindi nel modo migliore possibile – dalla polizia, all’indomani dell’arresto di Issam Shalabi i teramani non possono non porsi domande che sottendono un fondo d’inquietudine. La principale è: possono esserci altri potenziali terroristi nascosti dalle nostre parti e non ancora individuati?
Il capo di gabinetto della questura, Mimmo De Carolis, risponde così: «Il caso di Shalabi dimostra che anche in una provincia considerata tranquilla come quella di Teramo può stare un personaggio del genere. Ma è vero anche che è stato subito individuato, controllato e neutralizzato. E non è la prima volta, perché nel giro di un anno ne abbiamo scoperti due. Insomma: noi il nostro lo facciamo, l’attività c’è ed è costante. Ma c’è un’altra cosa importante da sottolineare, e cioè che intorno a Shalabi non c’era una cellula terroristica. Era un soggetto che si muoveva da solo, rapportandosi sul web a livello internazionale».
Insomma, la questura tiene a dire che a Teramo e dintorni «non deve esserci», continua De Carolis, «allarme sociale». Ma, come ha ripetuto più volte lo stesso questore Enrico De Simone, «non si può abbassare il livello di guardia. Non dobbiamo abbassarlo noi e non deve abbassarlo la società civile». E quest’ultimo è un chiaro invito ai cittadini a collaborare con le forze di polizia. «Per carità, nessuna caccia allo straniero», puntualizza il capo di gabinetto, «ma siamo pronti a ricevere e valutare ogni segnalazione». (d.v.)
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