La questura ricorda Passamonti ucciso 42 anni fa

26 Aprile 2019

TERAMO. È stato ricordato ieri mattina in questura il quarantaduesimo anniversario dell’uccisione dell’allievo sottufficiale Settimio Passamonti, ucciso il 21 aprile del 1977 durante un intervento...

TERAMO. È stato ricordato ieri mattina in questura il quarantaduesimo anniversario dell’uccisione dell’allievo sottufficiale Settimio Passamonti, ucciso il 21 aprile del 1977 durante un intervento per lo sgombero dell’università occupata. «È stato uno dei tanti assassini che hanno costellato i cosiddetti anni di piombo», si legge in una nota diffusa dalla questura teramana al termine della cerimonia in ricordo di Passamonti, «anni in cui sembrò a troppi che la violenza di piazza prima e, successivamente, la lotta armata e il terrorismo fosse una scelta di vita praticabile ed uno strumento utilizzabile per modificare gli equilibri politici e la forma costituzionale dello Stato. Il giudizio di questo fatto di sangue resta, ormai a distanza di quarant’anni, quel che era: il morto fu cercato a freddo per vendicare la morte di un altro giovane, senz’altra motivazione politico-militare immediata.». E continua: «I violenti scontri di piazza, la lotta armata e le stragi erano “contro”. Ma contro chi o che cosa? Questo dubbio, mai del tutto risolto, attraversa tutti gli anni di piombo. In questo crescendo dissennato la giovane democrazia italiana rischiò seriamente di essere travolta da una risposta di tipo militare dello Stato; risposta questa che tuttavia non c’è stata. Le forze migliori del Paese, prime fra tutte le forze dell’ordine, hanno avuto la forza di piangere i propri morti senza accettare provocazioni, ma traendo da questi lutti un rinnovato vigore per disarticolare sistematicamente, utilizzando esclusivamente le norme poste a tutela dello Stato democratico, le varie organizzazioni estremistiche».