La rabbia degli studenti: vogliamo subito soluzioni

5 Ottobre 2024

Sit- in davanti alla Provincia: «Per anni siamo stati in una struttura insicura»

TERAMO. Il giorno dopo è quello delle domande che guardano al domani, della ricerca di soluzioni, della presa di coscienza dell'enormità dell'emergenza. Il sequestro del Convitto e del liceo Delfico di piazza Dante ieri, a 24 ore dai sigilli imposti dalla magistratura, si è palesato in tutta la sua complessità: il provvedimento, figlio di un'inchiesta scattata sulla base di un esposto di un anno fa, rappresenta uno schiaffone in pieno volto ad una città già provata da una ricostruzione post sisma appena partita, o ancora da avviare. Una città che vede il suo cuore storico svuotarsi ed accartocciarsi su se stesso. Ieri mattina la desolazione di piazza Dante, e di tutto il circondario, era una impietosa fotografia di tutto ciò.
Ma, quello di ieri, è stato soprattutto il giorno degli studenti: prime "vittime" di un sistema che da un lato fa il suo dovere, leggasi magistratura, dall'altro forse non ha fatto molto per tutelarli. Da qui la rabbia e la preoccupazione che si sono palesate alla buon'ora davanti ai nastri bianchi e rossi all'ingresso dello storico edificio, poi nel palazzo della Provincia. “Scherzi a parte”: così recitavano alcuni manifesti attaccati sui portoni del Delfico dai liceali che da piazza Dante si sono spostati nelle stanze di via Milli. Qui circa in cento hanno fatto una pacifica irruzione, chiedendo spiegazioni e soluzioni. Nella sala giunta il presidente Camillo D'Angelo li ha accolti, insieme a docenti e genitori, dopo aver tenuto una riunione con dirigenti scolastici, tecnici, avvocati, consiglieri provinciali: una riunione volta a fare il punto della situazione e a raccogliere le necessità delle scuole. L'edificio di piazza Dante ospita oltre 1.200 studenti fra Convitto (elementari, medie e superiori) e licei che ora hanno bisogno di aule per non fermare l'attività didattica. Il Comune, competente per gli alunni di elementari e medie, ha svolto ieri un sopralluogo nelle scuole San Berardo e De Jacobis: qui saranno sistemate, con un po' di ottimismo, già a metà della prossima settimana tutte le 14 classi interessate.
La Provincia invece deve occuparsi di circa 800 liceali: alcune classi saranno ospitate, forse da giovedì, al Pascal-Forti; altre all'ex Comi e altre all'università. Gli spazi, come ricordato dal consigliere provinciale Flavio Bartolini sono pochi ma «stiamo lavorando giorno e notte per trovare le migliori soluzioni possibili per tutti». In centro edifici liberi e idonei alla popolazione scolastica non ve ne sono, dunque incastrare tutte le necessità è un'impresa titanica. La volontà della Provincia, avallata da studenti e famiglie, è di non abbandonare il centro storico e questo potrebbe portare ad organizzare lezioni pomeridiane. Gli studenti sono pronti e disponibili, fin tanto che non vi saranno spazi per le lezioni in presenza, alla didattica a distanza (ipotesi Dad per ora esclusa dai dirigenti) ma esigono risposte certe sul futuro.
Ieri lo hanno detto a chiare lettere alle istituzioni: «Stiamo raccogliendo le problematiche degli studenti e stiamo facendo rete: siamo preoccupati sia per aver appreso di esser stati per anni in una scuola non sicura, sia per ciò che ora accadrà», spiega Irene Lenina Quartini, studentessa del V anno del liceo scientifico Delfico, che ieri ha partecipato alla riunione in Provincia come rappresentante dell'Unione degli studenti, «La didattica a distanza può essere una prima soluzione in questa fase, nell'attesa di capire dove saremo dislocati, ma è chiaro che vanno tenuti in conto tanti aspetti. Penso ai trasporti o alle necessità pratiche di chi frequenta il liceo musicale e coreutico: studenti e studentesse che hanno bisogno di aule col parquet per danzare e adeguate all'uso di strumenti. Magari il conservatorio, in questo, potrebbe dare un sostegno».
Stamattina gli studenti si ritroveranno davanti al Delfico per discutere della situazione, delle soluzioni e delle ipotesi che la Provincia ha messo sul tavolo.
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