La rabbia dei centri esclusi dal Giro

L’assessore Marcellini (Civitella): «Fallimento della classe dirigente vibratiana». Polemiche sugli assembramenti all’arrivo
CIVITELLA DEL TRONTO. Il Giro d’Italia è stata l’occasione mancata per promuovere tutti insieme il turismo vibratiano. Secondo l’assessore comunale di Civitella del Tronto, Gabriele Marcellini, la Val Vibrata si è lasciata scappare l’opportunità di una promozione turistica corale. «Sono da sempre un grande appassionato di ciclismo. Da amministratore mi sono impegnato in prima persona nell'organizzazione di manifestazioni ciclistiche di primo piano», dice ricordando il decennio di iniziative volute dalla Comunità montana della Laga che vide proprio nel ciclismo di alto livello un modo intelligente per promozionare l'intero territorio montano.
Così non sarebbe stato per l’evento sportivo dell’altroieri: «Abbiamo assistito ad una splendida esibizione dei "girini"», torna a disquisire Marcellini parlando dell’arrivo di Tortoreto, «tanto bella sportivamente quanto deprimente è la figura fatta dalla classe dirigente della Val Vibrata. Questa giornata costituisce, per me, l'ennesimo (forse definitivo) fallimento per l'Unione di Comuni della Val Vibrata. Cosa c’era di meglio di un finale di tappa della "corsa rosa" che avesse coinvolto tutti i 12 comuni, totalmente coperta dalle riprese televisive potendo costituire un veicolo promozionale per la nostra vallata? Il percorso adatto c'era come anche la richiesta dell'organizzatore di avere un finale non pianeggiante. Quello che non c'era, non c'è e non ci sarà», sostiene Marcellini, «è la capacità di una visione d'insieme all'intero territorio. Se non riusciamo a portare sui tavoli istituzionali neanche quelle iniziative che possono portare a benefici comuni, il fiato di questa nostra unione sarà sempre più corto».
Anche a Tortoreto, protagonista assoluta della festa rosa del Giro d’Italia, non sono mancate lamentele e polemiche, anche se di diverso genere. In particolare, in tanti hanno segnalato sui social gli assembramenti che si sono creati intorno al percorso attraversato dai campioni del ciclismo, in particolare a ridosso delle transenne dell’arrivo. Diverse le foto che hanno immortalato la grande presenza di persone, che però, pur non rispettando il distanziamento fisico imposto dalla normativa anti-Covid, nella stragrande maggioranza dei casi indossavano la mascherina in maniera corretta. L’esercito di volontari e forze dell’ordine in campo, quindi, non ha potuto arginare l’invasione di appassionati e curiosi. Di tutt’altro genere, invece, le lamentele che si sono fatte registrare ad Alba Adriatica. Benché il suo territorio sia stato attraversato dai ciclisti ben tre volte durante la tappa, di cui l’ultima con passaggio all’interno dell’abitato di Villa Fiore e sul lungomare sud, la città albense è stata totalmente ignorata dalla comunicazione ufficiale del Giro. Alba Adriatica, infatti, non compariva nella planimetria del percorso e non è stata praticamente mai nemmeno citata dai telecronisti della Rai durante la diretta televisiva vista da milioni di spettatori. Questo a differenza non solo dei comuni protagonisti della tappa, ma anche di Martinsicuro, che ha ospitato il Giro solo lungo l’Adriatica e quindi fuori dal proprio abitato. (a.d.p.-l.t.)
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