La rabbia di Colledara «Noi, cittadini di serie B»

Il sindaco Tiberii ricorda i gravi danni subiti e contesta l’esclusione dal cratere «Speriamo che ci ripensino, se necessario faremo ricorso alla magistratura»
COLLEDARA. «Non siamo cittadini di serie B e il nostro non deve diventare il Comune del no-terremoto!» Così scrive in un comunicato il sindaco di Colledara Manuele Tiberii dopo l’incontro di sabato a Isola del Gran Sasso con il presidente della Regione Luciano D’Alfonso nel quale è stato anticipato il nuovo cratere sismico, del quale Colledara non fa parte. Un’altra mazzata dopo l'esclusione dalla V area interna.
«A Colledara sembra che il terremoto non ci sia stato», scrive Tiberii, «eppure esso è stato raccontato nelle televisioni regionali, scritto in tutti i quotidiani e addirittura dal Times di Londra». Il sindaco fa riferimento alla situazione grave del suo comune con 129 sfollati, tre zone rosse, una scuola inagibile, 12 chiese inagibili, tutti i cimiteri e il campo comunale chiusi e alcune strade interdette al traffico. «Un sisma che supera per il numero delle famiglie senza casa quello del 2009», prosegue il sindaco, «eppure duole verificare che nonostante la richiesta di attenzioni per i nostri territori, l’impegno profuso dalla mia amministrazione e dai nostri dipendenti per gestire l’emergenza, ci si trovi a dover mediare su come trovare delle misure compensative a una scelta, quella del non cratere, che ritenere totalmente incomprensibile è un complimento. Ci aspettiamo che anche i nostri politici facciano qualcosa perché non si può sostenere, in questo momento di difficoltà economica, che le agevolazioni derivanti dall’inserimento nel cratere siano ininfluenti. Per un Comune come il mio poter spendere 150mila euro bloccati dal patto di stabilità significa dare numerose risposte e poter assumere personale implica fornire un miglior servizio al cittadino e accelerare il processo di ricostruzione. Chi di dovere faccia e metta in atto tutto il possibile per portare a casa il migliore risultato per aiutare le nostre zone ed evitare lo spopolamento irreversibile». Tiberii conclude: «Non ci fermeremo ricorrendo, se necessario, al sistema giudiziario. Il presidente della Regione ci ha garantito che tornerà e speriamo che questi giorni siano utili per ripensare alle scelte fatte e analizzare meglio le condizioni reali dei nostri territori».
Adele Di Feliciantonio
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