«La Regione deve aiutare la nostra costa»

Appello dell’associazione “Val Vibrata-Monti della Laga”: «I fiumi fanno ancora paura»
ALBA ADRIATICA. Un'immagine turistica da rilanciare in vista della stagione estiva, tra l'eco delle emergenze degli ultimi mesi, le strade dissestate ed i fiumi che fanno paura: dalla Val Vibrata, un nuovo appello alla Regione. «Lanciamo il primo appello al nuovo assessore regionale al turismo Giovanni Lolli, perché spenda più energie per rilanciare la costa vibratiana, da cui dipende direttamente una fetta importante anche dell'economia dell'entroterra della vallata»: a parlare è il Movimento Val Vibrata e Monti della Laga guidato da Domenico Di Matteo, che continua: «Il momento è particolare e gli operatori turistici sembrano avvertire già un calo di prenotazioni: è necessaria più comunicazione per superare i timori che le emergenze degli ultimi mesi provocano nei turisti ed è fondamentale risolvere alcune problematiche che limitano il territorio. La Val Vibrata non può permettersi di perdere ancora pezzi del suo patrimonio turistico». Aggiunge quindi il Movimento: «Il secondo appello lo facciamo quindi a tutto il governo regionale, perché intervenga lì dove la Provincia non riesce a causa anche delle incredibili circostanze venutesi a creare negli ultimi mesi. Il turismo ha infatti bisogno che le arterie stradali principali che legano costa ad entroterra vengano sistemate e dotate di una nuova segnaletica. Poi bisogna intervenire sulla messa in sicurezza dei fiumi. Il Salinello mette a rischio la stessa viabilità della vallata con le sue esondazioni, oltre alle zone industriali di Poggio Morello e Salino, che compongono un'altra parte importante dell'economia e dell'occupazione del territorio. Il Vibrata, invece, nell'ultima ondata di maltempo dei giorni scorsi è tornato a divorare metri di argine in più punti e, oltre a mettere a repentaglio la sicurezza delle persone e delle aziende, rischia di rendere vana anche la grande opera della pista ciclabile Alba Adriatica-Civitella pensata proprio per dare impulso al turismo. Nel tratto albense, infatti, la pista passerà proprio lungo tratti a rischio esondazione del Vibrata. E' inutile, quindi, investire in altro se prima non si mettono in sicurezza i corsi d'acqua e le strade della Val Vibrata, almeno nei punti più a rischio se le risorse non bastano». (l.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

