La Regione dà lo stop al progetto Wash

Nereto, negata l’autorizzazione alla piattaforma per rifiuti liquidi. Laurenzi: «Grande vittoria di Comune e cittadini»
NERETO. Ha vinto il Comune di Nereto, hanno vinto i comitati capaci di mobilitare migliaia di persone in tutta la vallata: il progetto dell’azienda Wash Italia, che intende realizzare in riva al Vibrata una grande piattaforma per il trattamento di rifiuti liquidi, è stato bocciato. La Regione ieri all’Aquila, in sede di conferenza di servizi per la valutazione d’impatto ambientale, ha ribaltato quelli che erano stati i pareri sostanzialmente positivi delle precedenti conferenze e ha dato parere negativo al rilascio del cosiddetto Paur (provvedimento autorizzatorio unico regionale).
Il parere negativo è arrivato per vari motivi: il dirigente regionale del servizio rifiuti Franco Gerardini ha detto che alla luce della documentazione prodotta da Comune e Soprintendenza, e degli altri carteggi, non era possibile dare l'Aia (autorizzazione integrata ambientale). Dalla Soprintendenza regionale archeologia, belle arti e paesaggio è arrivato ugualmente un diniego e i documenti urbanistici raccolti dal Comune hanno rivelato l'incompatibilità dell'impianto a livello urbanistico. Tirate le somme, il dirigente regionale delle valutazioni ambientali Domenico Longhi ha chiuso la conferenza sancendo: «Stante la prevalenza dei pareri negativi espressi dalle amministrazioni interessate dal procedimento, la conferenza dei servizi si esprime in senso negativo al rilascio del Paur».
In rappresentanza del Comune di Nereto c’era il vice sindaco Angela Lelii con alcuni tecnici di fiducia, essendo il sindaco Daniele Laurenzi impegnato a Teramo per la visita del capo dello Stato. Laurenzi ha comunque voluto subito esprimere la propria soddisfazione: «È stata una grande vittoria del Comune, costruita grazie a un certosino lavoro sulle carte, ed è una grande vittoria per tutti i cittadini che si sono opposti all’opera».
Il procedimento autorizzatorio regionale si è chiuso ieri. Ora la Wash Italia può solo fare ricorso al Tar contro il diniego al Paur.(red.te)
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