«La Regione non tocchi il nostro ospedale»

Atri, assemblea dei comitati dei cittadini contro la chiusura del punto nascita: via alla raccolta firme
ATRI. Uno striscione i sullo sfondo dell’auditorium S.Agostino di Atri con la scritta «Giu’ le mani dal punto nascita di Atri» dice più di tante parole nell’assemblea convocata ad Atri dai comitati nati per salvare l’ospedale. Venerdì scorso cittadini, associazioni e medici hanno voluto gridare tutto il loro disappunto per la paventata chiusura annunciata dalla Regione Abruzzo del punto nascita dell’ospedale di Atri. Durante il dibattito sono stati vietati categoricamente interventi politici. L’appuntamento è stato organizzato dal comitato “Il San Liberatore non si tocca” in collaborazione con il comitato “Difesa Ospedale”: entrambi contano centinaia di sostenitori. Il moderatore Roberto Marchione ha detto: «La politica ha dato risposte insufficienti, ora saranno i cittadini a dire la loro. Inizieremo da subito una raccolta firme su delle richieste inserite in un documento che invieremo alla Regione con le nostre soluzioni per salvare il punto nascita di Atri». Gianpiero Reitano del comitato ha aggiunto : «Chiediamo che il nostro punto nascita non venga chiuso tenendo conto dell’alta professionalità e degli elevati standard qualitativi presenti nel reparto che, nonostante la mancata piena operatività della parto-analgesia, ha sempre mantenuto un numero di parti pressochè in linea con la soglia prevista. Abbiamo decine di testimonianze di giovani mamme, donne, genitori, che hanno vissuto positivamente la loro esperienza di parto nell’ospedale atriano ». .Il primario del reparto di ostetricia e ginecologia di Atri Giovanni Sciarra, cifre alla mano, ha dimostrato una media nel quinquiennio 2009/2013 di oltre 510 nascite. Ben al di sopra del tetto minimo dei 500 parti stabilito dalla Regione. Alla fine alcuni presenti all’assemblea hanno esortato il consigliere regionale Luciano Monticelli a continuare a sostenere la battaglia a difesa dell’ospedale ed hanno accusato il consigliere regionale Paolo Gatti di essere stato in silenzio sulla questione del punto nascita.(d.f.)
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