La Regione: «Sul Tordino lavori indispensabili»

L’ente che li finanzia chiarisce: servono a salvare l’Annunziata e Cologna da eventuali alluvioni e sono stati concordati con amministratori e residenti
GIULIANOVA. La Regione Abruzzo, in merito alla questione sollevata dal Wwf di Teramo che ritiene che i lavori alla foce del fiume Tordino siano nocivi per la salvaguardia dell’habitat fluviale e a rischio inquinamento, risponde alle accuse dicendo che quegli stessi interventi sono necessari per la salvaguardia delle persone residenti del quartiere Annunziata di Giulianova così come per gli abitanti della sponda di Cologna. Con una nota ufficiale, infatti, indirizzata ai sindaci di Giulianova e Roseto, Francesco Mastromauro e Enio Pavone, ma anche al comitato di quartiere Annunziata e al Wwf provinciale, la Regione ricorda che i lavori, iniziati da pochi giorni, sono stati ampiamente concordati con l’amministrazione giuliese (dopo incontri con Mastromauro e l’allora assessore Archimede Forcellese) e anche con il comitato di quartiere Annunziata nel corso di una riunione del 5 dicembre 2013. All’assemblea di quartiere, infatti, convocata appunto per discutere della pericolosità della mancanza di argini e del rischio di allagamenti per l’intero quartiere, parteciparono l’ex assessore provinciale Elicio Romandini, i responsabili dell’ufficio tecnico regionale Quintino Catitti e del Genio civile Vittorio Di Biase, oltre che l’ex assessore Forcellese. Molti, allora, furono gli interventi da parte dei cittadini che denunciavano il fatto che il fiume, in periodi di piena, arrivasse fino all’ex depuratore e che, a causa di numerose anse, il Tordino non potesse sfociare liberamente a mare.
«I lavori», conferma Di Biase in una nota, «sono stati concordati con l’amministrazione e condivisi con i cittadini del quartiere Annunziata. Essi sono indispensabili in quanto movimentano materiale in alveo che potrebbe pregiudicare la sicurezza e l’incolumità degli abitanti a ridosso del fiume; tali lavori sono dunque indispensabili per riconformare l’alveo al suo assetto iniziale compromesso da fenomeni di sovralluvionamento provenienti da monte».
Le operazioni che si stanno svolgendo in questi giorni, finanziate dalla Regione con 70 mila euro, riguardano proprio il ripristino del letto iniziale del fiume, attraverso l’eliminazione delle curve formatesi col tempo a causa di sassi e detriti. «Prima di iniziare i lavori», specifica ancora Di Biase, in riferimento alle polemiche mosse dal Wwf, «è stata acquisita autorizzazione paesaggistica presso i competenti uffici regionali». Tuttavia, conclude la nota, la Regione è disposta ad un incontro con il Wwf per concordare modalità di svolgimento dei lavori che garantiscano ulteriormente la salvaguardia dell’ambiente ma che, nel contempo, non mettano a rischio l’incolumità degli abitanti.
Margherita Totaro
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