La Regione sull’ex manicomio: «I 30 milioni stanno per arrivare»

Il Pd riaccende i riflettori sul definanziamento dell’opera, avvenuto quando iniziò l’emergenza Covid Gatti (FdI): «Ma il ritorno di quei soldi è garantito dall’accordo con l’allora ministro Provenzano»
TERAMO. Si accende lo scontro politico pre-elettorale sulla Cittadella della cultura nell’ex manicomio, un mega progetto che cambierebbe il volto e l'economia della città, ma che al momento è fermo al palo: il progetto definitivo c’è e ha ottenuto la necessaria validazione, mancano le risorse finanziarie per avviare la gara d’appalto.
E il Partito democratico a riaccendere i riflettori sul grande complesso di Porta Melatina per il cui recupero la giunta regionale guidata da Luciano D'Alfonso intercettò e stanziò 30 milioni di euro di fondi Masterplan. Fondi bloccati nel 2020, per essere destinati all’emergenza Covid, dall'attuale governo di Marco Marsilio, e al momento non ancora ripristinati. Il Pd, tramite i suoi referenti cittadini e regionali Pamela Roncone, Dino Pepe e Sandro Mariani, bacchetta l'amministrazione regionale e parla di «grave danno inflitto a Teramo dalla giunta Marsilio», sottolineando che l’impegno di Marsilio a ripristinare i fondi ad oggi non è stato mantenuto nonostante l'ateneo teramano, soggetto attuatore dell’opera, abbia «da tempo trasmesso in Regione tutta la documentazione necessaria per riavere il finanziamento Masterplan».
In nome e per conto del governo regionale replica Paolo Gatti, candidato alla Regione per Fratelli d’Italia a sostegno di Marsilio, che chiarisce così lo stato dell’arte: «Come è noto, il progetto “Interventi di valorizzazione ex manicomio di Sant’Antonio Abate” fu selezionato insieme ad altri per l’attingimento di risorse urgenti per fronteggiare l’emergenza Covid 19, in quanto dai dati presenti nel Sistema nazionale di monitoraggio risultava non avviato. In particolare il Dipartimento della Presidenza ha trovato la convergenza ideale tra il superamento dell’altissimo rischio di definanziamento degli interventi maglia nera e l’individuazione di risorse da utilizzare per fronteggiare l’emergenza derivata dal Covid. Pertanto, ai sensi del cosiddetto “decreto rilancio” è stato definito l’accordo Provenzano, dal nome dell’allora ministro del Pd, per 218 milioni di euro reperiti nell’ambito del Patto per il Sud. Relativamente alle tempistiche», continua Gatti, «vero è che l’Università di Teramo ha recentemente comunicato di aver concluso la progettazione dell’intervento e di aver proceduto alla validazione dello stesso, condizione che ha permesso alla Regione di candidare lo stesso nella piattaforma Invitalia ai fini dell’avvio del negoziato con il Governo per l’attribuzione delle risorse Fsc 21-27. Ciò detto, fu impegno della Regione Abruzzo, che oggi lo conferma, e pure dell’allora ministro Provenzano, di recuperare le risorse necessarie. Al momento, essendo conclusa la fase di progettazione e la relativa validazione, si potrà procedere per assicurare le risorse necessarie a questo importante intervento, che certamente contribuirà a risollevare il centro storico della città di Teramo dalla surreale condizione in cui è piombato negli ultimi anni. Confido», conclude il candidato di FdI, «che ciò possa accadere, con piena soddisfazione di tutti, anche prima della scadenza elettorale del 10 marzo».(d.v.-v.m.)
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