La Regione: troppo tardi per bloccare il depuratore

Tortoreto, i big del Pd promettono un tavolo tecnico ma sottolineano che l’iter è già in fase avanzata. Mastromauro accusa: Giulianova non è stata coinvolta
TORTORETO. Non piace a nessuno, ora nemmeno a Giulianova, ma per il nuovo depuratore di Tortoreto pare non si possa fare niente di più che un tavolo tecnico della Regione per valutare piccole migliorie al progetto. Quanto ai fondi regionali per il secondo lotto dell’opera, restano ancora solo una vaga speranza. Eppure all’incontro organizzato all’Arit con i Comunisti Italiani il Partito Democratico, che in Abruzzo ha larga maggioranza, si è presentato con tutta la sua potenza di fuoco: dall’assessore regionale Dino Pepe al capogruppo Sandro Mariani, dal sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro al segretario provinciale Gabriele Minosse e non solo. Così la dura realtà che il Pd ed il Pdci tortoretani, insieme al Movimento 5 Stelle, cercano di evitare, alla fine è stata sbattuta tutta in faccia ai presenti dai politici ospiti: l’iter per il nuovo depuratore è già in fase avanzata (vicino alla gara di appalto) e tornare indietro è praticamente impossibile, nonostante non ci siano certezze per i fondi necessari per il secondo lotto dell’impianto.
«Le opere vanno fatte con la cittadinanza e questo tema andava affrontato prima, nel 2012, quando è partito l’iter», ha detto Pepe attaccando anche l’ex giunta regionale di Gianni Chiodi. C’è quindi poco da cambiare se non i dettagli (ad esempio se costruirlo in orizzontale o in verticale), nonostante praticamente tutti, almeno all’apparenza, sembrino concordi nel giudicare poco trasparente la gestione del tema da parte del Ruzzo, ma soprattutto delle due amministrazioni comunali tortoretane che hanno avuto a che fare con il depuratore: quella di Gino Monti e quella attuale di Alessandra Richi. Così come nessuno sembra soddisfatto del sito scelto per l’impianto e nessuno sembra accettare la contraddizione di un’opera ritenuta urgente, in quanto l’attuale depuratore è a rischio idrogeologico, che però non sarà autonoma finché non saranno trovati (e non ci sono certezze) altri 6 milioni di euro per finanziare anche il secondo lotto. A chi si aspettava una presa di posizione forte da parte della Regione, quindi, Pepe, come Mariani, non ha potuto far altro che promettere un tavolo tecnico immediato con le amministrazioni di Tortoreto e Giulianova e con il Ruzzo. Non proprio quella sponda che si cercava per aggirare la compattezza dimostrata dal centrodestra tortoretano e dal Ruzzo su questo tema.
Al fianco di chi protesta, però, ora compare anche il sindaco di Giulianova, Mastromauro, che dopo le critiche sul sito di Salino scelto per il depuratore, ha lamentato apertamente anche di esser stato chiamato a dare il proprio contributo solo nell’ottobre scorso e solo dalle opposizioni tortoretane, mentre il nuovo depuratore servirà anche un’ampia porzione del suo Comune: «Non c’è stato», dice, «il fondamentale gioco di squadra». Ma sembrano comunque condannati alla rassegnazione i cittadini di Salino, che il depuratore rischiano di vederselo costruire in deroga alle norme sulle distanze minime dalle case. Con buona pace dei circoli locali di Pd e Pdci, che con i tecnici hanno pure studiato un’alternativa: la messa in sicurezza dell’attuale depuratore ed il suo ampliamento in una porzione oggi inutilizzata, così da prendere tempo per ricominciare da capo con la scelta del sito per il nuovo depuratore e risparmiare quasi 4 milioni di euro da reinvestire nell’ammodernamento del sistema fognante.
Luca Tomassoni
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