«La Regione tuteli di più il nostro ospedale»

4 Gennaio 2020

D’Alberto visita alcuni reparti e chiede il potenziamento dell’Hospice che ha solo 10 posti letto

TERAMO. Il 2 gennaio il sindaco Gianguido D’Alberto ha proseguito la visita all’ospedale di Teramo iniziata il 24 dicembre. Si è recato in Rianimazione generale, in Cardiologia e Dialisi, in Psichiatria e all’Hospice. Ha incontrato il personale medico e infermieristico e i pazienti, con molti dei quali ha scambiato gli auguri.
La visita si è protratta in particolare all’Hospice, dove D’Alberto, accompagnato dal primario Claudio Di Bartolomeo, ha riscontrato «la straordinaria importanza del reparto, nel quale ancora una volta si dimostra il grandissimo senso di umanità del personale medico e paramedico e con esso la grandissima professionalità; ho constatato la delicatezza di un rapporto forte, intenso, stretto che si crea tra gli operatori sanitari e le famiglie dei pazienti». Il sindaco auspica che questo reparto, che ha 10 posti letto, venga potenziato. «Considero tale reparto come il fiore all’occhiello della sanità della nostra provincia; però continua a non essere valorizzato appieno dalla politica sanitaria regionale; lo dimostrano i numeri, con i soli 10 posti assegnati alla struttura». Una struttura che, tra l’altro, secondo i dati comunicati da Di Bartolomeo, assicura anche un servizio esterno importante, visto che vengono seguiti circa 90 pazienti nel territorio provinciale.
«La situazione era stata oggetto di interessamento già mesi fa assieme al consigliere Cavallari», rimarca, «io, come sindaco e come presidente del comitato ristretto dei sindaci, continuerò a lavorare perché si giunga alla valorizzazione dell’Hospice». Il reparto, che ospita pazienti in condizioni critiche, ha colpito il sindaco anche dal punto di vista emotivo: ad esempio una signora con cui D’Alberto si è soffermato e che lo ha colpito «per la dignità con cui affronta una situazione difficilissima e il cui sorriso straordinario porterò nel cuore come un segnale di vita e di rispetto della dignità della vita; un segnale che in tale reparto viene quotidianamente rimarcato, grazie al personale medico, infermieristico e tecnico, nonostante le difficoltà causate dai numeri insufficienti».
Il sindaco chiede alla politica sanitaria regionale «di dare un cambio di passo e tutelare la nostra Asl, più di quanto sia stato fatto finora. Dobbiamo porgere l’attenzione ai contenuti prima che ai contenitori. Abbiamo potenzialità straordinarie ma dobbiamo metterle in condizione di lavorare nel miglior modo possibile, per garantire il diritto alla salute dei pazienti, dei cittadini. Il criterio fondamentale per ogni scelta deve essere quello del miglioramento della qualità dell’offerta sanitaria. Il nuovo ospedale, il modo con cui investire i finanziamenti, non sono il fine ma devono essere il mezzo con cui garantire il diritto alla salute».