«La religione ci aiuta a guardare avanti»

31 Maggio 2016

Le testimonianze di chi inizia un percorso di fede a Castrogno: «Un conforto e una speranza per noi reclusi»

TERAMO. Mi chiamo F.S.. Ho 46 anni, sposato mi trovo in carcere dal 2006 per gli errori commessi in un momento buio della mia vita. In carcere ho riflettuto tanto sulla mia vita precedente e grazie alla mia famiglia, all'istituzione carceraria ho intrapreso un percorso, anche spirituale, che mi ha portato a cambiare completamente. La detenzione comporta una serie di privazioni, tante sofferenze, ma soprattutto tanti rimpianti. La sofferenza si affronta con una grandissima forza d'animo, ma i rimpianti…….tra di essi c'è la scuola.

Da quando sono in questo istituto però ho avuto l'opportunità di frequentarla. Se nell'adolescenza avessi avuto la stessa dedizione e passione per la conoscenza, probabilmente la mia vita sarebbe stata diversa. La gioia più grande della mia vita ora, però ,è il mio percorso spirituale, il mio avvicinamento a Dio, avvenuto due anni fa, grazie ad un detenuto che non smetterò mai di ringraziare. Mi accompagnano in questo percorso un volontario Luciano Limoncelli e padre Joseph. Mi sento come se fosse caduta una trave dai miei occhi e vedessi per la prima volta cosa è il bene e cosa è il male. Ogni giorno ringrazio Dio che, tramite il sacerdote mi accoglie quotidianamente e mi perdona, soprattutto mi ha ridonato la gioia di vivere, offrendomi una seconda possibilità. La gioia che sento interiormente è mille volte più grande della sofferenza , sono più comprensivo e più disponibile verso gli altri detenuti, cerco di trasmettere agli altri ciò che ho avuto io.Vivo serenamente anche il rapporto con i miei familiari, ai quali trasmetto la mia gioia interiore.Quando uscirò dal carcere il mio desiderio più grande è quello di trovare un lavoro onesto per poter ricompensare i sacrifici e le sofferenze che ho provocato ai miei familiari per gli errori commessi e riscattarmi ai loro occhi. Alle persone libere vorrei dire che la libertà è un bene immenso che ci è stato donato e bisogna apprezzarlo, custodirlo e che la vita è un bene prezioso che va speso per fare del bene, per essere misericordiosi verso i più deboli e i più bisognosi .

Mi chiamo V.M. e sono detenuto nel carcere di Castrogno, dove sto studiando la Bibbia con i Testimoni di Geova. A dire il vero studiavo con i Testimoni di Geova quando ero ragazzo insieme alla mia famiglia. Pensando a quei momenti mi torna in mente quanto fosse bello vivere certe esperienze con la mia famiglia.Poi iniziai a frequentare cattive compagnie che col passare del tempo mi hanno portato a fare quello di cui oggi non sono fiero. Questo è il mio grande rammarico, ed è per questo che ho iniziato di nuovo a studiare la Bibbia.Oggi mi sento bene con me stesso, trovo la forza per andare avanti, e il mio desiderio, una volta finito di scontare la pena, è quello di continuare ciò che avevo lasciato da giovane, appunto continuare a studiare la Bibbia ed inserirmi di nuovo tra i testimoni di Geova

Mi chiamo Idioza Monday, sono detenuto nella casa circondariale di Castrogno e da due anni ho iniziato a studiare la Bibbia con i Testimoni di Geova. Sono sempre stata una persona religiosa che frequentava la chiesa. Da quando sto studiando la Bibbia sto imparando a mettere in pratica i consigli biblici, che mi stanno aiutando a capire i veri valori della vita, come la famiglia e il rispetto degli altri. Mi rendo conto solo ora che se avessi riflettuto prima su ciò che dice la Bibbia, non avrei commesso i reati per cui sto scontando ora questa pena. Ho capito che vedevo la vita da un altro punto di vista, ora invece sto capendo i miei errori, proprio con l'aiuto della lettura e della riflessione, pertanto ringrazio tutti coloro che mi stanno aiutando a cambiare il modo di vivere.

Sono Giuseppe Emidio Di Tillio ed anch'io sono recluso nella casa circondariale di Castrogno. Anch'io porto la mia testimonianza insieme ai testimoni di Geova iniziata nel 2009 con lo studio della Bibbia. La sua lettura attenta mi ha portato a scoprire un mondo nuovo, mi ha insegnato a vivere. Conoscere le verità della Bibbia mi rende une persona felice, perché mi aiuta a vivere seguendo valori e atteggiamenti positivi che prima non conoscevo o non volevo riconoscere. Grazie a questa lettura attenta e continua riflessione ho ritrovato la pace interiore.

Sono Victoria Ofebe, vengo dall'Africa, Nigeria, sono l'ultima di sette fratelli e sono in Italia da 23 anni, da 4 anni sono in carcere per sfruttamento della prostituzione, anche se mi reputo innocente. La Bibbia mi ha aiutato in tanti modi, a capire la gioia, la pazienza, l'amore, soprattutto l'amore.Mi ha insegnato l'amore e il perdono, e sono sicura che l'amore mi farà uscire dalla prigione. Mi dà la forza per andare avanti; infatti quando penso alla mia triste vicenda sono arrabbiata, mi chiudo in me stessa, non sopporto nessuno. Leggendo alcuni versetti della Bibbia ritrovo serenità e tranquillità. Continuerò a studiarla perchè è la mia parola di vita, ho fede nella giustizia divina, ho fiducia in Dio, nella sua bontà, l'unica fonte di pace e di forza interiore per andare avanti. La Bibbia allontana da me brutti pensieri, mi ha cambiata in meglio, è la mia libertà.

Mi chiamo Rodriguez Diaz, vi voglio parlare della mia esperienza in carcere: qui la convivenza e i rapporti sono molto difficili, spesso generano sofferenza. Si può affrontare la sofferenza cercando di sfruttare le poche possibilità che il carcere offre: la religione, il lavoro manuale in cella, il lavoro nell'istituto. Io oltre al lavoro, ringrazio tanto il cielo perchè ho avuto il tempo e la fortuna per scoprire Geova. Sono fedele ad un Dio invisibile che però si è manifestato attraverso dei segni per me importanti, la mia famiglia vicino e il mio cambiamento interiore. Mi sento di essere tornato alla vita.

Mi chiamo Alfredo Nisi e sto scontando una pena nel carcere di Teramo. Ho vissuto la mia vita come vagabondo è sempre pieno di me stesso. Durante il mio percorso carcerario ho cercato di rivedere la mia vita, soprattutto pensando alla mia famiglia Al mio arrivo nella casa circondariale di Teramo un detenuto, una vecchia conoscenza della mia vita precedente, mi ha invitato a partecipare all'incontro della chiesa evangelica nella cappella del carcere. Da allora, ogni giovedì, aspetto con desiderio di partecipare all'incontro o di avere un colloquio con il pastore Bleve.

Piano piano mi sono ritrovato a contatto con una realtà a me sconosciuta. Avevo sempre sentito parlare di Dio, ma il mio credere era altalenante, soprattutto a causa della vita che conducevo. Attraverso questi incontri ho imparato ad avvicinarmi a Dio in modo diretto. Mi è stato insegnato a pregare parlando direttamente con Dio e devo dire che funziona. Ogni sera e ogni mattina rivolgo a Dio una preghiera, a volte anche in dialetto napoletano, e mi sembra che Dio mi capisca. Negli ultimi tempi Dio mi sta rispondendo in modo miracoloso, ogni volta che parlo con lui accade quello che ci siamo detti. Nel tempo mi sono visto cambiato, è caduto quel sorriso di superiorità nei confronti degli altri. Prima mi sentivo spento mentre ora sprizzo gioia e sono capace di relazionarmi con gli altri. La vita sta cambiando, ho iniziato a frequentare la scuola incoraggiato dall'area educativa e dall'insegnante Giuseppina.Non so cosa accadrà ancora, ma adesso che ho imparato a pregare e ho visto che Dio risponde mi sento più tranquillo e vedo una luce all'orizzonte.

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