La resa di bar e ristoranti «Ora il governo ci aiuti»

11 Marzo 2020

I commercianti applicano subito le misure di sicurezza e qualcuno chiude Scattano i controlli delle forze dell’ordine sul rispetto del decreto e degli orari

TERAMO. C’è chi abbassa le serrande e chi riduce l’orario: l’emergenza coronavirus rivoluziona le attività commerciali, in primis quelle di bar e ristoranti. Con una certezza: tutti si sono adeguati con grande scrupolo alle nuove disposizioni distanziando tavolini all’aperto e posti ai banconi. Con la chiusura prevista alle 18 e con la speranza che dal governo arrivino presto delle misure di sostegno economico.
Dice Giulio Mercante del Caffè Des Artistes di piazza Martiri della Libertà: «Noi ci siamo subito adeguati alle nuove disposizioni ed è giusto che sia così, ma ci auguriamo che arrivino delle misure a sostegno delle piccole imprese». Sulla stessa lunghezza d’onda Mauro Michini del ristorante “Le Arcate” di via Milli. «Abbiamo ridotto i posti da sessanta a trenta perché è giusto che vengano garantite tutte le misure di sicurezza ma di questo passo noi piccole aziende rischiamo il tracollo economico. Un esempio? In un giorno noi siamo passati da 120 a 40 coperti. Sono necessarie delle misure urgenti per tutta la nostra categoria». La stessa richiesta arriva da Mirella Gabella del bar San Matteo: «Ci siamo subito adeguati alle nuove disposizioni. Certo ci auguriamo che il governo possa adottare presto delle misure di sostegno per la nostra categoria». Per Edoardo Ciutti del bar Centrale di San Nicolò «la salute di tutti noi è la priorità in questo momento, ma sicuramente il governo deve adottare delle misure di sostegno economico». E da ieri pomeriggio il Caffè Forti resta chiuso. «Ci siamo subito adeguati alle nuove disposizioni di distanza», dice Paolo Campitelli, «perché la tutela della saltue è la prima cosa. Ma abbiamo deciso di raccogliere l’appello delle istituzioni di restare a casa. Vedremo nei prossimi giorni quando riaprire». Da ieri pomeriggio nel capoluogo serrande abbassate per moltissime attività commerciali che hanno deciso volontariamente di sospendere temporaneamente. «Abbiamo comunicato alla clientela la decisione di chiudere nata principalmente dal nostro senso civico e dal rispetto per i nostri 22 dipendenti e le loro famiglie», scrive in una nota Tiziano Lattanzi, il proprietario dello store di abbigliamento “Sottosopra” di corso Cerulli, «ma anche dalla situazione economica degli ultimi giorni per cui gli incassi giornalieri e l’affluenza della clientela sono ridotti praticamente a zero. Restiamo in attesa di nuove determinazioni governative relative agli aiuti economici per le partite Iva che inevitabilmente avranno ripercussioni pesantissime nei prossimi mesi. Mi auguro e auguro di cuore a tutti di uscire al più presto da questo momento e di tornare alla normalità quanto prima». Intanto già dalla giornata di ieri sono scattati i controlli delle forze dell’ordine per il rispetto dell’applicazione delle misure di sicurezza nei locali e degli orari di chiusura.(d.p.)
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