La ricostruzione cambia marcia: maggio da record con 19 decreti

Dall’inizio dell’anno le pratiche definite per il capoluogo sono 73, tra il 2017 e il 2020 erano state 133 D’Alberto: «Di questo passo procedure chiuse in due anni, Legnini ci ha fornito le norme giuste»
TERAMO. La ricostruzione post-sisma nella prima metà del 2021 ha accelerato il passo e, soprattutto nell'ultimo mese, ha iniziato a viaggiare su ritmi più sostenuti che spingono il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto a parlare di un maggio «straordinario» e più in generale di risultati che «appena un anno fa erano impensabili, inimmaginabili alla luce degli strumenti che allora c'erano a disposizione».
L'ottimismo del primo cittadino arriva dai numeri. Da quei numeri dell'Usr, l'ufficio speciale della ricostruzione, che per Teramo parlano di 206 pratiche concluse, cioè il 48% delle pratiche istruibili. I decreti emanati a oggi sono stati 160 (147 riguardano case private, in 134 casi con danni lievi), 19 dei quali nel solo mese di maggio. Complessivamente per l'area del cratere i decreti sono 918. A dare la misura del balzo in avanti subentrano altri dati ufficiali dell'Usr: dall'avvio della ricostruzione, cioè dal 2017, al 31 dicembre 2020, sempre a Teramo, sono state 133 le pratiche concluse e 102 i decreti; nei primi cinque mesi del 2021 le pratiche concluse sono state 73, con 58 decreti. Il ritmo incalzante intrapreso negli ultimi mesi spinge il sindaco a guardare con fiducia al futuro e a ipotizzare l'abbattimento di tutte le pratiche, per quanto attiene la ricostruzione leggera, entro due anni. «Adesso», dice, «la rapidità delle procedure è evidente e a mostrarlo sono i numeri che vanno letti con cura e oggettività: occorre tenere sempre presente la proporzione fra i danni e la percentuale dei decreti emanati. Basta guardare un dato: a maggio su 85 decreti 19 riguardano Teramo. Cioè poco più del 22%. Teramo, per quanto riguarda la percentuale di danni, si inserisce nel cratere con un 10%. La ricostruzione viaggia al doppio dei danni, considerando anche il fatto che le procedure di una città capoluogo sono per natura più complesse di quelle di un piccolo paese: solitamente in città abbiamo a che fare soprattutto con condomìni e palazzine rispetto a case singole. E questo aspetto, all'interno di una pratica da esaminare, non è per nulla secondario».
D'Alberto riconosce i meriti dei risultati che si stanno raggiungendo alle norme che hanno semplificato le procedure e al lavoro quotidiano condotto dai tecnici dell'Usr. «Appena abbiamo avuto gli strumenti legislativi giusti, la ricostruzione si è messa in moto: l'ordinanza 100 del commissario Giovanni Legnini ha permesso un cambio di passo deciso trovando nell'Usr competenze adeguate al raggiungimento di obiettivi enormi. Fra me e il direttore Vincenzo Rivera c'è un confronto costante. Il trend di crescita è notevole e quel 48% di pratiche concluse lo riteniamo entrambi un dato eclatante, inatteso ma fortemente cercato. Il mese di maggio ci rende la fotografia di quello che deve essere e che può essere da qui all'immediato futuro il post-sisma: bisogna considerare che la vera ricostruzione è partita da poco, diciamo dalla seconda parte del 2020, ma sarà ora un crescendo», conclude D'Alberto, che invita tutti, riferendosi velatamente anche a una parte di opposizione in consiglio comunale che spesso appare critica sulla ricostruzione, ad avere «fiducia e spirito di collaborazione».
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