La ricostruzione marcia veloce: «Abruzzo in testa tra le regioni»

Il direttore dell’Ufficio speciale Rivera traccia il bilancio degli interventi nei 23 comuni del cratere Emessi 1.830 decreti per l’apertura di cantieri privati, esaminato l’80% delle pratiche per Teramo
TERAMO. «Non siamo più la Cenerentola del post-sisma». In questa frase il direttore dell’ufficio speciale per la ricostruzione abruzzese Vincenzo Rivera sintetizza la progressione del percorso di risanamento delle ferite aperte del terremoto. Nel giorno del sesto anniversario dell’avvio della sequenza sismica, che per quattro mesi tra fine 2016 e gennaio 2017 lacerò il Centro Italia, i numeri sul territorio regionale indicano una netta inversione di tendenza.
la rimonta abruzzese
«A oggi, carte alla mano e acquisito il documento di sintesi del commissario Giovanni Legnini, l’Abruzzo è la regione che procede più speditamente», spiega il direttore, «non solo è stato annullato il gap iniziale, ma andiamo meglio delle altre». L’Abruzzo-Cenerentola, ricordando l’accostamento fatto a suo tempo dal governatore Marco Marsilio in riferimento alla partenza lenta della ricostruzione, ha allungato decisamente il passo. «Dal punto di vista della decretazione periodica siamo quelli che corrono più di tutti», tiene a evidenziare Rivera, «grazie a un ufficio che funziona bene e all’impegno di tutti i dipendenti, ma anche grazie all’organo di indirizzo politico che mi ha messo in condizione di ridefinire la struttura e ci consente di dire oggi che siamo i più performanti dell’Appennino centrale».
numeri aggiornati
I dati al 31 luglio indicano per la ricostruzione privata in Abruzzo 3.950 pratiche presentate, di cui 2.800 definite e 1.830 decreti emessi per l’apertura dei cantieri con l’erogazione di 335 milioni. «Nei 23 comuni del cratere siamo al 70 per cento», specifica il direttore, «Teramo arriva all’80 per cento delle pratiche licenziate con 565 domande presentate, 445 definite e 312 decreti, per un importo di 106 milioni concessi». All’appello mancano tre o quattromila istanze, calcola Rivera, che rientrano nella cosiddetta ricostruzione pesante riferita a danni gravi. Per la presentazione di queste domande le scadenze sono fissate al 15 ottobre, in relazione a immobili i cui proprietari o assegnatari percepiscono il Cas o altra forma di sostegno pubblico, e al 31 dicembre per tutti gli altri. «C’è stato un rallentamento dovuto anche alla sovrapposizione con il Superbonus 110% che ha attirato imprese e tecnici», spiega Rivera, «mi auguro che le scadenze non siano ulteriormente prorogate perché la presenza di un termine stimola la presentazione delle pratiche».
RICOSTRUZIONE PUBBLICA
Anche sull’altro versante della ricostruzione i numeri fanno segnare un avanzamento significativo. «Si sono sbloccati numerosi cantieri pubblici», evidenzia il direttore, «l’Usr da un anno è soggetto attuatore e stazione appaltante di alcuni interventi e tra questi, per Teramo, a metà settembre avremo i progetti definitivi di prefettura e Regina Margherita». Si tratta di lavori rispettivamente da 9,2 e 8,8 milioni sui quali, precisa Rivera, «avvieremo subito la procedura negoziata con cinque ditte prevista dall’ordinanza speciale ed entro l’autunno partiranno i cantieri». Il direttore cita la riapertura del duomo, con un intervento da 2,5 milioni, fissata per il 19 dicembre, in occasione della festa per il patrono San Berardo, ma anche la riconsegna prevista per la settimana prossima del complesso scolastico a Civitella. Sulle scuole da ricostruire o consolidare in città il direttore specifica che «le procedure sono ormai partite, il rallentamento è stato dovuto al fatto che i piani messi a punto prima dell’esplosione della bolla speculativa tramite le ordinanze speciali hanno richiesto una complessa revisione dei quadri economici».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

