La ricostruzione privata decolla Da gennaio concluse 75 pratiche

5 Luglio 2021

D’Alberto: «Per i danni lievi Teramo ha ottenuto 27,5 milioni di contributi sul totale abruzzese di 77 e per i gravi 14 milioni su 41». Ma c’è ancora una quota di cittadini che non ha presentato domanda

TERAMO. A quasi cinque anni dalle prime scosse di terremoto che tra il 2016 e il 2017 hanno devastato il Centro Italia la ricostruzione privata ha cominciato a correre anche nel comune di Teramo. A testimoniarlo sono i dati relativi a pratiche e decreti dei primi mesi del 2021, che segnano un deciso aumento anche rispetto al 2020, da tutti definito come l'anno della svolta, grazie alla semplificazione normative e alle importanti ordinanze firmate dal commissario straordinario Giovanni Legnini. A snocciolare i dati, aggiornati a fine giugno, è il sindaco di Teramo e presidente Anci Abruzzo Gianguido D'Alberto, che evidenzia come solo nei primi sei mesi del 2021 i decreti di concessione dei contributi relativi alle domande presentate nella città capoluogo siano stati ben 75, di cui 17 solo nel mese di giugno, portando il totale dall’avvio della ricostruzione a oggi a 177. «Se consideriamo che in totale sono stati emanati a oggi, nel cratere abruzzese, 1.003 decreti, è evidente come Teramo città, che pesa per un 10% come danni sul cratere, è stato interessato dal 17% dei decreti emessi», sottolinea il primo cittadino, che aggiunge: «Lo stesso aumento interessa il numero delle pratiche concluse, che a Teramo sono 221 su un totale di 520 presentate. Di fatto a oggi Teramo ha toccato il 48% di pratiche concluse, riferito a quelle istruibili. Ci avviciniamo a grandi passi al 50%».
In particolare nel mese di giugno sono state concluse ulteriori 17 pratiche e, su una media di 20 giorni lavorativi, di fatto è stato emanato quasi un decreto al giorno. «Si tratta di numeri straordinari rispetto ai dati precedenti», continua il primo cittadino, «soprattutto se consideriamo il peso economico di queste pratiche». Dei 177 decreti emessi fino a oggi, infatti, 154 riguardano i danni lievi e quindi la cosiddetta ricostruzione leggera, mentre 23 interessano la ricostruzione pesante, e quotano in totale ben oltre 41 milioni di euro di contributi. «A oggi a fronte di 77.760.000 di euro di contributi concessi per i danni lievi 27.500.000 riguardano Teramo capoluogo, per una somma complessiva pari al 35% dei contributi complessivi erogati», prosegue D'Alberto, «mentre per quanto riguarda la ricostruzione pesante su 41.000.000 di contributi Teramo pesa per 14 milioni». Il cambio di passo, dunque, è più che evidente. «Registriamo un continuo trend di crescita, e ancora non entra a pieno regime l'ordinanza Teramo», conclude il primo cittadino, «come Anci avevamo sempre parlato del diritto alla ricostruzione. Oggi che la ricostruzione non solo è partita, ma ha iniziato a correre, questo diritto sta finalmente diventando realtà».
Resta in ogni caso una quota non quantificabile che cittadini che non hanno presentato la domanda per avere i contributi per la ricostruzione. E per questo D'Alberto, insieme ai suoi colleghi sindaci, ha accolto con favore l'intesa raggiunta nell'ultima cabina di coordinamento, che si è poi tradotta in un'ordinanza del commissario Legnini, che dà la possibilità ai proprietari degli edifici danneggiati dal sisma 2016 di presentare la manifestazione di interesse per il contributo di ricostruzione fino al prossimo 30 settembre, due mesi in più rispetto al termine originario del 31 luglio. «Con l'apertura di questa nuova finestra temporale, che non è una vera e propria proroga», commenta D'Alberto, «si cerca di recuperare una fetta di cittadini danneggiati a oggi rimasti fuori dalla ricostruzione e che in questo particolare momento storico possono rientrare nel sistema in una situazione più favorevole. Non denota che ci sia un numero basso di domande, ma semplicemente un gap fisiologico che speriamo di recuperare con una riapertura dei termini che oggi è sostenibile».
La stessa ordinanza prevede la possibilità di un’integrazione entro 30 giorni, 60 in casi eccezionali, per le domande di contributo per i danni lievi presentate in forma semplificata a novembre, che dovevano essere completate il 30 giugno. «A oggi le domande non ancora completate e per le quali stiamo predisponendo la richiesta di integrazione documentale sono 93», spiega il direttore dell'Ufficio speciale per la ricostruzione (Usr) di Teramo Vincenzo Rivera, «mentre quelle in attesa di un completamento generico e per le quali è già stata richiesta l'integrazione sono 385».
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