La ricostruzione rischia di fermarsi

8 Marzo 2016

Montorio lancia l’allarme: «Il titolare dell’ufficio speciale da due mesi non ha più potere di firma, bloccati 80 milioni»

TERAMO. In ballo ci sono cento milioni di euro. La somma è destinata alla ricostruzione post-sisma ma rischia di restare bloccata per problemi burocratici dell'ufficio che smista i risarcimenti ai comuni sia dentro che fuori dal cratere.

L'allarme parte da Montorio e in particolare dall'assessore Andrea Guizzetti, che segue proprio le pratiche per il risarcimento dei danni provocati dal terremoto del 2009. «Siamo preoccupati», afferma, «ormai sono più di due mesi che non vengono firmati atti dal titolare dell'ufficio speciale per la ricostruzione perché non è autorizzato a farlo». L'incarico ricoperto fino al termine dell'anno scorso da Paolo Esposito, scaduto il 30 novembre, risulta ufficiosamente essere stato rinnovato dalla presidenza del Consiglio, ma la pratica ha fatto un lungo giro per arrivare alla Corte dei conti che deve dare l’ok definitivo. Sta di fatto che il responsabile dell'ufficio non è nel pieno esercizio delle sue funzioni. «Proprio perché nessuno ha il potere di firmare gli atti dell'ufficio», spiega Guizzetti, «sono bloccati 80 milioni di euro di assegnazioni, in pratica cantieri pronti a partire ma che per questo motivo non possono essere aperti, più 20 milioni di euro di trasferimenti per cassa, che devono essere girati ai Comuni, necessari per pagare gli stati di avanzamento degli interventi in corso che dunque saranno fermati».

L'assessore, insomma, prefigura una paralisi totale che coinvolgerà anche il pagamento di utenze e servizi per il funzionamento della struttura guidata da Esposito. A farne le spese, sempre a detta dell'assessore montoriese, saranno sia i cittadini in attesa dei risarcimenti che le amministrazioni locali impegnate in opere d'interesse pubblico. Il problema riguarda 171 Comuni tra quelli ricompresi nell'area del cratere e quelli rimasti fuori, ma al momento non c'è una soluzione certa. «Sono stati svariati i solleciti da parte del tavolo di coordinamento dei sindaci rivolti ai rappresentanti del governo, in modo particolare ai sottosegretari Paola De Micheli e Claudio De Vincenti», tiene a precisare Guizzetti, «una lettera è stata consegnata personalmente al presidente del consiglio Matteo Renzi durante la sua visita in Abruzzo di qualche giorno fa, nulla però è cambiato».

L'assessore, dunque, si dice sconcertato dalla «totale indifferenza per un tema così delicato: forse a Roma sono abituati a numeri più importanti, ma questi per noi e per la nostra economia sono vitali, soprattutto per restituire la propria casa a coloro ai quali il terremoto l'ha tolta».

Per questo l'assessore montoriese si rivolge ai rappresentanti teramani in parlamento e in Regione per superare lo stallo che si è creato nell'ufficio per la ricostruzione. La richiesta d'intervento è indirizzata soprattutto al governatore Luciano D'Alfonso. «Si faccia portavoce di questo disagio nei palazzi romani, della criticità storica che stiamo vivendo», conclude Guizzetti, «sollecitando direttamente Renzi a risolvere entro pochi giorni questa situazione e restituendo così alla ricostruzione dei 56 comuni del cratere e dei 115 fuori cratere un titolare dell'ufficio operativo a tutti gli effetti e con pieno potere di firma».

Gennaro Della Monica

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