«La riorganizzazione dei reparti è un disastro»

23 Aprile 2017

Per lo Smi la delibera Asl è illegittima e non affronta il problema della mobilità passiva

TERAMO. La sezione provinciale dello Smi (sindacato medici italiani) interviene sulla recente deliberazione Asl di organizzazione aziendale provvisoria, che contiene interventi connessi al processo di riordino della rete ospedaliera declassando diverse unità operative. Lo Smi nella sua nota «stigmatizza il modus operandi di questa azienda nell'adottare provvedimenti così delicati e fondamentali. Gestire un sistema sanitario complesso non è un atto amministrativo!».

Il sindacato medici rileva che «gli atti che incideranno nel prossimo futuro sui servizi offerti ai cittadini/utenti necessitano di un confronto con le forze politiche, sindacali, sociali ed anche con gli operatoti sanitari coinvolti. Pertanto sul piano formale denunciamo l'illegittimità della deliberazione, non essendo stato convocato, secondo regolamento, il Consiglio dei sanitari prima della pubblicazione del provvedimento».

Non c’è solo un aspetto formale. «Sul piano sostanziale, inoltre», continua lo Smi, «non è affrontato uno degli obiettivi strategici che l'azienda si è prefissata e che grava sul bilancio annuale degli esercizi, che è quello della riduzione della mobilità passiva (35 milioni di euro, si veda la rilevazione del 2013, contro 60 milioni di euro della rilevazione del 2016), che richiede una attenta comprensione dei meccanismi e delle cause della stessa. Riteniamo», continua il sindacato, «che le Uosd (unità operative dipartimentali) dovrebbero essere un valore aggiunto di specialità non presenti nella nostra Asl. Lo Smi si chiede, ad esempio, perché si determini di realizzare Uosd in alcuni ospedali prossimi tra loro o addirittura nello stesso "hub" e non in quelli al confine con regioni dove vi è un documentato flusso di pazienti verso strutture private convenzionate».

Lo Smi conclude: «Non abbiamo più bisogno di fare del maquillage ma occorre leggere i bisogni della popolazione che accede ai servizi appartenenti ad un sistema sanitario provinciale complesso. Lo Smi ricorda che l'"organizzazione" deve essere non solo strutturale, ma necessariamente programmatoria attraverso la definizione di obiettivi chiari e prendendo decisioni che veicolino risultati di salute dopo un'attenta lettura del sistema sanitario locale, piuttosto che apparire generati in un ottica "da pochi e per pochi"».